La chiusura della Tour Eiffel a causa del caldo è diventata in poche ore uno dei simboli più forti della ondata di caldo che sta travolgendo l’Europa occidentale. Ieri, 1° luglio 2025, Parigi ha vissuto una giornata di gran caldo (anche se non ha battuto il suo record storico): il monumento più iconico della città, visitato ogni anno da milioni di turisti, ha dovuto interrompere l’accesso alla sua sommità per motivi di sicurezza legati alle temperature estreme.
Quel giorno, la capitale francese è stata messa in allerta rossa per ondata di calore. La colonnina di mercurio ha toccato i +39°C nel centro di Parigi, con picchi ancora più alti in altre regioni della Francia. In cima alla Tour Eiffel, a 276 metri di altezza, la situazione era ancora più critica: la combinazione tra il metallo rovente della struttura e l’esposizione diretta al sole faceva percepire temperature ben oltre i 45°C. Una condizione insostenibile per chiunque.
Le autorità hanno quindi deciso di chiudere il terzo piano della torre per proteggere sia i visitatori che il personale. Non si tratta di un semplice disagio logistico: salire in cima in queste condizioni poteva esporre le persone a gravi rischi, tra cui colpi di calore, malori improvvisi e disidratazione. Gli ascensori e le scale, in un contesto simile, possono diventare pericolosi e compromettere eventuali operazioni di emergenza.

La chiusura è durata non solo nel pomeriggio del 1° luglio, ma anche per tutta la giornata del 2 luglio. I primi due piani della torre sono rimasti parzialmente aperti, ma con orari ridotti e servizi limitati, e la gestione dei flussi è stata attentamente monitorata. I turisti che avevano già acquistato i biglietti per la sommità hanno ricevuto rimborsi automatici e sono stati invitati a controllare la propria e-mail per eventuali aggiornamenti o indicazioni pratiche.
L’amministrazione della Tour Eiffel ha consigliato a chi non aveva ancora acquistato il biglietto di posticipare la visita a dopo il 3 luglio, data in cui è previsto un abbassamento delle temperature. Per garantire maggiore sicurezza, lungo i percorsi d’accesso sono stati installati punti di ristoro e fontane per favorire l’idratazione dei visitatori, un gesto simbolico ma anche pratico per fronteggiare un caldo definito da molti “insopportabile”.
Quello che rende l’episodio ancora più clamoroso è il fatto che si tratta della prima volta nella storia in cui la Tour Eiffel chiude a causa del caldo. In passato, la torre era stata chiusa solo in circostanze eccezionali: scioperi, attentati, manutenzioni straordinarie o condizioni meteorologiche estreme come forti venti, tempeste e neve. Mai, fino a oggi, il caldo aveva imposto una misura così drastica.
Il contesto non è meno allarmante: giugno 2025 è stato registrato come il mese di giugno più caldo mai osservato in Francia e in Spagna. La situazione alla sommità della Tour Eiffel è resa ancora più critica dall’effetto serra locale: la struttura metallica accumula calore durante il giorno e lo rilascia lentamente, amplificando la sensazione di caldo. Questo comporta un incremento del rischio di emergenze mediche tra turisti e lavoratori. Inoltre, il funzionamento degli ascensori può risentire delle alte temperature, aumentando il rischio di guasti e complicazioni durante eventuali evacuazioni.
Parigi, nel frattempo, ha messo in atto altre misure straordinarie: oltre 1.300 scuole hanno chiuso o ridotto le attività, è stata limitata la circolazione delle auto e sono stati attivati piani speciali per proteggere i senza tetto e le persone fragili. Le autorità hanno continuato a raccomandare di evitare attività fisiche all’aperto, di idratarsi frequentemente e di proteggersi dal sole nelle ore più calde.
La riapertura completa della sommità è prevista per domani, giovedì 3 luglio 2025, quando le temperature dovrebbero finalmente scendere sotto i 30°C, su valori quindi gradevoli.


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