Il Mediterraneo non smette di sorprenderci. Nonostante la recente irruzione di correnti settentrionali più fresche che hanno interessato l’Europa e le nostre coste, le temperature superficiali del mare restano incredibilmente elevate. Le anomalie termiche marine, infatti, si sono soltanto leggermente smorzate e il mare continua a mantenere un surplus di calore decisamente anomalo per il periodo.
Secondo gli ultimi dati aggiornati, la temperatura media superficiale dell’intero bacino mediterraneo ha toccato quota 25,93 °C, un valore che supera di ben +1,8 °C la media climatologica riferita al periodo 1982–2015. Non è un dettaglio trascurabile: parliamo di un dato che si colloca oltre il 90° percentile delle serie storiche, confermando che il Mediterraneo si trova in piena heatwave marina.

Le aree dove il mare risulta più caldo sono numerose, con scarti positivi che arrivano facilmente a +3 °C e, localmente, anche oltre +4 °C. Queste condizioni non solo confermano l’eccezionalità dell’attuale fase, ma sottolineano anche come i nostri mari stiano accumulando energia termica in modo preoccupante.
Effetti locali: il “respiro” delle acque fredde
Analizzando con attenzione le mappe delle anomalie termiche, si possono notare alcuni piccoli segni di “respiro” del Mediterraneo. Lungo alcune zone costiere, come quelle meridionali della Francia, il medio-alto Tirreno e alcune aree dei Balcani, la temperatura superficiale è temporaneamente calata.
Questo calo non è casuale, ma si deve a fenomeni di upwelling: correnti come il maestrale e la tramontana, spingendo l’acqua superficiale verso il largo, favoriscono la risalita di acque più fredde dagli strati profondi verso la superficie. Questo processo comporta un abbassamento localizzato della temperatura marina.
Tuttavia, questi fenomeni restano limitati e di breve durata. Nonostante queste aree di raffreddamento temporaneo, il quadro complessivo non cambia: il Mediterraneo continua a restare eccezionalmente caldo.
Un carico di energia pericoloso per l’autunno
La preoccupazione principale riguarda le conseguenze che un mare così caldo può avere nel medio termine. Il Mediterraneo, in queste condizioni, diventa una vera e propria “batteria termica” pronta a rilasciare energia in caso di perturbazioni intense.
Quando l’aria più fresca e instabile proveniente dall’Atlantico o dal Nord Europa incontra un mare così caldo, il contrasto termico alimenta la formazione di sistemi temporaleschi molto intensi. Questo significa un potenziale aumento del rischio di episodi di piogge torrenziali, alluvioni lampo e fenomeni convettivi estremi, come trombe d’aria o grandinate violente.


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