Meteo, Plateau Rosa: dopo 20 giorni di caldo anomalo, torna il gelo oltre i 3500 metri

Alpi, gelo improvviso oltre i 3500 m dopo settimane di caldo anomalo

Negli ultimi giorni, molti italiani hanno percepito un cambiamento netto nell’aria: il caldo soffocante delle settimane scorse ha lasciato spazio a temperature più gradevoli, soprattutto al Nord e nelle zone interne. In pianura, le massime sono tornate a livelli sopportabili, mentre le minime hanno raggiunto valori a una cifra, regalando notti più fresche e riposanti. Ma è in montagna che si è registrato il cambiamento più significativo, con il ritorno di temperature sotto lo zero a quote elevate.

Uno dei dati più emblematici di questa “boccata d’aria fresca” arriva direttamente dal Plateau Rosa, a quasi 3500 metri di quota, al confine tra Italia e Svizzera. Qui, il 6 luglio, la stazione meteorologica ha registrato una temperatura minima inferiore allo zero per la prima volta dopo ben 20 giorni consecutivi di valori sempre sopra lo zero. Un dato che, se letto con attenzione, racconta molto di più della semplice cronaca meteorologica.

Temperature Plateau Rosa
Temperature registrate sul Plateau Rosa – fonte: meteo Asti

Il dato che fa riflettere: 20 giorni senza gelo in alta quota

Quando si parla di temperature negative in montagna, specialmente oltre i 3000 metri, molti pensano che sia la normalità, anche in piena estate. Ed è vero: sopra i 2500-3000 metri è del tutto normale avere valori sottozero anche a luglio o agosto. Ma la vera anomalia di quest’anno è proprio l’opposto: la lunga persistenza di temperature positive anche in quota.

Dopo l’ultima minima negativa registrata il 16 giugno, il Plateau Rosa ha vissuto quasi tre settimane senza mai scendere sotto lo zero, nemmeno di notte. Un fenomeno che evidenzia quanto fosse elevata la temperatura dell’atmosfera a quelle quote durante il periodo di caldo estremo che ha colpito gran parte d’Europa a giugno e nella prima parte di luglio.

Qualche dato in più per contestualizzare: nel mese di giugno sono state rilevate solo 9 minime negative, mentre la media delle minime di luglio, storicamente, si aggira intorno a -1,6°C. La minima assoluta più bassa mai registrata a luglio al Plateau Rosa risale al 1954, con un valore di -14,0°C. Quest’anno, invece, fino al 6 luglio, tutte le notti erano rimaste sopra lo zero, un segnale chiaro di un’atmosfera particolarmente calda e stabile.

Il ritorno del freddo: evento normale ma significativo

La minima di -8,1°C registrata l’8 luglio è un valore che, pur essendo piuttosto freddo per il periodo, non rappresenta certo un record assoluto o un dato eccezionale. Tuttavia, assume un significato particolare perché segna la fine di una lunga serie di notti calde in alta quota e il ritorno temporaneo a condizioni più tipiche per la stagione estiva sulle Alpi.

Molti hanno ironizzato sul raffreddamento di questi giorni, domandandosi dove fosse finito il cambiamento climatico. In realtà, episodi di aria più fredda anche in piena estate non sono affatto incompatibili con il riscaldamento globale. Anzi, rientrano pienamente nella variabilità naturale del clima. Il vero punto è che episodi freddi come questo sono sempre più sporadici e di breve durata, mentre le fasi calde risultano più lunghe e intense.

Zero termico in risalita: caldo in agguato

Il raffreddamento di questi giorni, dunque, rappresenta solo una pausa momentanea. Già da domani, infatti, lo zero termico tornerà a salire rapidamente, raggiungendo nuovamente i 4000 metri durante le ore diurne. Una quota elevatissima che, se confermata, significherà temperature positive fin quasi alle cime più alte, accelerando la fusione dei ghiacciai e riducendo ulteriormente le riserve di neve residua.

Questa breve fase più fresca sarà ricordata come una parentesi di 3-4 giorni più gradevoli, prima di un probabile ritorno di condizioni più calde già dalla prossima settimana. Un segnale che la tendenza al riscaldamento è tutt’altro che smentita e che il clima alpino sta vivendo un progressivo e preoccupante mutamento.