Dopo un ritardo di 24 ore dovuto alla chiusura dello spazio aereo nell’area della base di Vandenberg, la NASA è pronta a lanciare oggi, mercoledì 23 luglio, la missione TRACERS (Tandem Reconnection and Cusp Electrodynamics Reconnaissance Satellites). Il decollo è previsto alle 11:13 ora locale (20:13 ora italiana), con una finestra di lancio di 57 minuti, a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX.
TRACERS è una missione composta da 2 satelliti gemelli che studieranno un fenomeno cruciale per comprendere come il Sole influenza l’ambiente spaziale attorno alla Terra: la riconnessione magnetica. Questo processo si verifica quando linee del campo magnetico terrestre si “rompono” e si ricombinano, spingendo particelle cariche verso i poli. Il risultato visibile sono le spettacolari aurore, ma possono anche verificarsi tempeste geomagnetiche capaci di danneggiare satelliti, reti elettriche e sistemi di comunicazione.
Grazie alla presenza di 2 satelliti vicini tra loro, TRACERS potrà osservare in tempo reale come cambiano, anche in pochi minuti, le regioni della magnetosfera terrestre sottoposte a riconnessione. Queste variazioni dipendono dalle fluttuazioni del vento solare, un flusso continuo di particelle cariche emesse dal Sole, che può diventare particolarmente intenso durante eventi come le espulsioni di massa coronale.
La missione raggiungerà un’orbita terrestre bassa, a circa 590 km di altitudine, condividendo il viaggio con altre 3 missioni della NASA. Tra queste, l’Athena EPIC SmallSat sperimenterà un nuovo metodo per mettere in orbita strumenti di osservazione terrestre in modo più economico ed efficiente.
A bordo dello stesso Falcon 9 volerà anche il Polylingual Experimental Terminal, che testerà tecnologie per consentire ai satelliti di connettersi e comunicare passando da una rete spaziale all’altra, migliorando così la continuità delle comunicazioni.
Infine, il cubesat Relativistic Electron Atmospheric Loss (REAL) studierà come le particelle ad alta energia delle fasce di radiazione di Van Allen vengono disperse nell’atmosfera. L’obiettivo a lungo termine è capire come replicare artificialmente questo processo per ridurre il rischio che queste particelle danneggino i satelliti operativi.
Il successo della missione TRACERS rappresenterebbe un passo importante per proteggere infrastrutture fondamentali sulla Terra e nello Spazio, migliorando la nostra capacità di prevedere e gestire gli effetti del meteo spaziale.


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