Un fenomeno marino senza precedenti sta interessando il nord Atlantico: nel 2025 le acque intorno al Regno Unito, all’Irlanda, alla Scandinavia e fino a nord dell’Islanda hanno raggiunto temperature eccezionalmente elevate. Le conseguenze non si limitano agli ecosistemi locali, ma si riflettono anche sulla rapida fusione del ghiaccio artico.
Ondata di calore marina 2025: dati fuori scala
Tra la primavera e l’estate del 2025 i satelliti hanno registrato temperature della superficie marina fino a 4°C sopra la media. Valori così elevati non erano mai stati osservati dal 1982.

Nelle acque costiere della Svezia le medie di luglio sono arrivate a 18-19°C, con punte locali di 21°C. Anche lungo la Norvegia sono stati registrati 13-16°C, tutti valori superiori alle medie storiche. Persino a nord dell’Islanda il mare è insolitamente caldo, con anomalie diffuse e persistenti.
Perché il mare si sta scaldando così tanto?
Secondo gli esperti, due fattori spiegano l’attuale ondata di calore marina:
- Alta pressione persistente: cieli sereni e venti deboli riducono il rimescolamento delle acque, facendo accumulare calore sulla superficie.
- Riscaldamento globale: gli oceani del 2025 sono tra i più caldi mai registrati a livello mondiale, un trend che prosegue da anni.
Impatto sull’Artico: ghiaccio in ritirata
La risposta dell’Artico non si è fatta attendere. A marzo 2025 il ghiaccio marino ha toccato il minimo storico per estensione massima, segno che nemmeno l’inverno è stato abbastanza freddo. Con l’estate la fusione è accelerata e gli studiosi temono che settembre segnerà uno dei minimi più gravi di sempre.
Ecosistemi a rischio: meno nutrienti e catene alimentari fragili
Il surriscaldamento dell’oceano modifica la stratificazione delle acque, ostacolando il ricambio di nutrienti e rendendo più difficile la sopravvivenza delle specie marine. Un effetto domino che parte dalle alghe microscopiche fino ai grandi predatori marini.
Un allarme che riguarda tutta l’Europa
Il 2025 ha reso evidente come le anomalie termiche del Nord Atlantico e la fusione del ghiaccio artico siano due facce della stessa crisi climatica. Mari caldi come quelli osservati quest’anno non sono solo un dato statistico, ma un chiaro segnale che le dinamiche del clima stanno cambiando rapidamente.


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