Morte Diogo Jota, il retroscena shock: il collasso polmonare e quel consiglio fatale

Pochi avrebbero immaginato che il calciatore, instancabile in campo fino all’ultimo, stesse affrontando una condizione medica delicata

La notizia ha scosso il mondo del calcio e non solo: Diogo Jota, attaccante del Liverpool di 28 anni, e suo fratello minore Andre, 26 anni, sono morti in un terribile incidente stradale mentre viaggiavano a bordo di una Lamborghini. L’auto è uscita di strada nei pressi della città spagnola di Zamora, prendendo fuoco e lasciando dietro di sé solo cenere e dolore. Diogo, da poco sposato e padre di tre bambini, stava vivendo uno dei periodi più felici e promettenti della sua vita. Il viaggio attraverso la Spagna settentrionale doveva segnare un nuovo inizio: il ritorno a Liverpool per la preparazione precampionato e la prospettiva di una stagione carica di speranze.

Invece, la strada verso il porto di Santander, da cui i due fratelli avrebbero preso un traghetto per Portsmouth, si è trasformata in una corsa fatale.

Il collasso polmonare

Emergono ora dettagli strazianti sugli ultimi giorni di Diogo. Pochi avrebbero immaginato che il calciatore, instancabile in campo fino all’ultimo, stesse affrontando una condizione medica delicata: un pneumotorace, comunemente noto come collasso polmonare. Il suo fisioterapista, Miguel Gonçalves, ha raccontato che Diogo aveva rimandato un intervento chirurgico per non mancare le partite decisive con il Liverpool e per contribuire alla vittoria del Portogallo in Nations League contro la Spagna. La sua dedizione lo aveva portato a giocare nonostante dolori e difficoltà respiratorie, seguendo un rigoroso programma di fisioterapia per recuperare la piena funzionalità polmonare.

Gonçalves, che aveva visto Diogo appena cinque ore prima dell’incidente, ha spiegato: “la base del polmone destro era parzialmente collassata, ma la fisioterapia post-operatoria stava dando risultati straordinari. Era praticamente guarito e pronto a riprendere la stagione con entusiasmo”.  Un dettaglio doloroso: a Diogo era stato sconsigliato di volare dopo l’operazione, motivo per cui lui e Andre avevano deciso di rientrare in Inghilterra via terra e mare.

Una tragedia inaspettata e una vita spezzata nel momento più felice

La sera della tragedia, i fratelli stavano viaggiando verso Benavente per una sosta notturna, prima di proseguire verso Santander. La scelta di guidare di notte era motivata dal desiderio di evitare le temperature elevate. Poche ore prima, Diogo aveva parlato al telefono con Álvaro Cerqueira, presidente del Gondomar SC, il club dove aveva iniziato a giocare all’età di nove anni: “era felice, sereno. Parlava con entusiasmo del futuro. È difficile accettare una perdita così grande. Diogo e Andre erano ragazzi umili, sempre pronti ad aiutare”. 

La tragedia ha colpito la famiglia Silva nel momento più dolce: solo 11 giorni prima, Diogo aveva sposato la sua storica fidanzata Rute Cardoso. Le immagini del matrimonio, pubblicate sui social, raccontano la gioia di una coppia innamorata e circondata dai loro tre figli piccoli.

Un addio straziante e un’eredità di umiltà e dedizione

Oggi a São Cosme, familiari, amici, tifosi e compagni di squadra si riuniscono per un ultimo, straziante saluto ai due fratelli. Il funerale si terrà domani, nella chiesa parrocchiale di Gondomar. L’eredità di Diogo e Andre rimarrà per sempre impressa nel cuore di chi li ha conosciuti: due giovani talenti, uniti dall’amore per il calcio e da un legame fraterno indissolubile, portati via troppo presto da un destino crudele.