Centinaia di morti attribuite al caldo in Italia e Europa? Una “spazzatura scientifica” basata su una teoria “sonoramente sbagliata“. Questa la netta posizione del professor Franco Battaglia, docente di Chimica Fisica all’Università di Modena e Reggio Emilia ed esperto di questioni climatiche, che smonta le recenti notizie allarmistiche in un articolo pubblicato su La Verità.
Secondo Battaglia, la narrazione di massa sulle “centinaia di morti di caldo” sarebbe basata su un “articolo ‘scientifico’” che è stato “minuziosamente e magistralmente smontato” da Patrizia Floder Reitter su La Verità. Il nocciolo della questione, spiega Battaglia, risiede in una frase chiave di tale articolo, cioè “ogni frazione di grado di riscaldamento fa la differenza“. Questa affermazione sottende la “teoria della risposta lineare senza soglia (Lnt)“, che Battaglia definisce “sonoramente sbagliata“.
Il professore illustra l’assurdità di tale applicazione con un esempio lampante: sebbene un’eccessiva quantità di caffè possa essere letale, non si può desumere che “se 200 individui bevono ciascuno due caffè allora uno di essi muore“. Battaglia sottolinea come la Lnt, pur applicabile a fini protezionistici, non sia valida per la valutazione patologica. Come prova della sua fallacia, Battaglia cita i dati dello stesso articolo criticato: a Roma, con 31°C, si stimano 164 morti, mentre a Londra, con una temperatura inferiore (26°C), le vittime stimate sarebbero 171. “Con 26 gradi si stimano 171 morti di caldo, con 28 gradi zero e con 31 gradi 164. Spazzatura“, sentenzia Battaglia.
Concludendo il suo ragionamento, il professor Battaglia afferma con decisione: “Non c’è nessuno in Italia o in Europa che è morto per il calore in eccesso dovuto alla CO₂ atmosferica“.


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