Il 26 luglio partirà dall’India NISAR, il nuovo satellite radar frutto della collaborazione tra NASA e ISRO. Con un costo stimato di 1,5 miliardi di dollari e un peso di quasi 3 tonnellate, diventerà uno dei più grandi e avanzati radar spaziali mai lanciati. NISAR osserverà la Terra da 747 km d’altezza, grazie a una parabola di 12 metri che si dispiegherà nello Spazio come una sedia pieghevole. Dotato di radar ad apertura sintetica e capace di operare su 2 lunghezze d’onda diverse, il satellite mapperà dettagli inferiori a 10 metri e rileverà spostamenti del terreno di appena 1 cm. Coprirà quasi tutte le terre emerse 2 volte ogni 12 giorni, offrendo dati preziosi per studiare terremoti, uragani, calotte glaciali e persino il permafrost, che trattiene il 15% delle superfici terrestri permanentemente ghiacciate.
Tra le novità più attese, una mappa globale dell’umidità del suolo aggiornata regolarmente, utile per l’agricoltura, la gestione dell’irrigazione e la prevenzione di siccità e alluvioni. Per la comunità scientifica, come spiega l’idrologo Narendra Das, l’arrivo dei dati di NISAR farà “esplodere” nuove ricerche, offrendo una visione senza precedenti delle dinamiche del nostro pianeta.


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