Tra il 12 e il 18 luglio il Sudan ha registrato un nuovo picco nell’epidemia di colera, con 1.307 nuovi casi e 18 decessi in 35 località distribuite in 12 Stati. La zona più colpita è Tawila, nel Darfur settentrionale, dove si contano 519 contagi, mentre il maggior numero di morti è stato segnalato a Bileil, nel Darfur meridionale. L’epidemia, iniziata a luglio 2024, ha finora provocato un totale di 91.034 casi e 2.302 morti in 116 località di 17 Stati. L’emergenza sanitaria è aggravata dalla stagione delle piogge, che favorisce anche la diffusione di altre malattie come malaria e dengue.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha lanciato l’allarme sulla crescente crisi umanitaria, esacerbata non solo dall’epidemia ma anche dalle inondazioni stagionali e dal rientro massiccio di sfollati in aree prive di servizi essenziali.
Il quadro complessivo è drammatico: dall’aprile 2023 il conflitto tra le Forze Armate Sudanesi e le Forze di Supporto Rapido ha causato decine di migliaia di vittime e milioni di sfollati, peggiorando la situazione sanitaria e umanitaria in tutto il paese.


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