Un segnale radio proveniente da una remota regione della costellazione di Ercole sta lasciando perplessi gli astronomi. Battezzato CHIME J1634+44, questo oggetto appartiene alla classe dei cosiddetti Long-Period Radio Transients (LPRT), ma mostra caratteristiche che non si erano mai osservate prima: un’altissima polarizzazione del segnale e un’accelerazione nel ritmo degli impulsi.
Un segnale unico nel suo genere
Il segnale è stato individuato grazie al Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME), impegnato nella ricerca di pulsar, e confermato anche dai dati del LOFAR Sky Survey. CHIME J1634+44 emette impulsi radio circa ogni 14 minuti, anche se la maggior parte sembra essere troppo debole o diretta altrove per essere rilevata con costanza. In 4 anni sono stati catturati 89 burst radio, a conferma di un’attività sporadica ma regolare.
Fino a pochi anni fa, gli astronomi ritenevano che le sorgenti radio cosmiche si dividessero tra segnali continui, esplosioni isolate o pulsazioni rapidissime (come quelle dei pulsar, che variano in millisecondi o secondi). L’idea che potessero esistere sorgenti con cicli più lunghi era considerata improbabile, finché non venne scoperto un segnale con un periodo di ben 1.091 secondi (circa 18 minuti), dando vita alla nuova classe degli LPRT.
Un segnale che accelera e sorprende
Il caso di CHIME J1634+44 è però ancora più enigmatico: gli astronomi hanno notato che il tempo tra un impulso e l’altro sta diminuendo leggermente, segno di accelerazione. È la prima volta che un LPRT mostra chiaramente questo comportamento.
A rendere il tutto ancora più difficile da spiegare è la quasi totale polarizzazione circolare del segnale: la luce diventa così polarizzata quando è emessa in campi magnetici estremamente intensi, ma quasi mai si raggiungono valori vicini al 100%. Nella letteratura scientifica, casi simili si osservano solo in brevi esplosioni di stelle vicine (come il nostro Sole), ma con una potenza mille volte inferiore rispetto a CHIME J1634+44.
Le ipotesi in campo
Alcuni LPRT noti sono stati collegati a sistemi binari composti da una nana bianca e una nana rossa che orbitano strettamente, generando emissioni radio periodiche. Tuttavia, nel caso di CHIME J1634+44 non è stato trovato nessun segno visibile di una stella compagna che possa spiegare l’origine del segnale.
Gli autori dello studio – accettato per la pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters e disponibile in versione preprint su arXiv – avanzano alcune ipotesi: una possibilità è che del materiale proveniente da una compagna invisibile stia cadendo su una nana bianca o una stella di neutroni, aumentando la sua velocità di rotazione. Un’altra è che due nane bianche stiano orbitando l’una intorno all’altra, avvicinandosi lentamente per effetto dell’emissione di onde gravitazionali ancora non rilevate.
Un enigma che stimola nuove ricerche
La scoperta di CHIME J1634+44 conferma quanto sia ancora incompleta la nostra conoscenza del cielo radio. Questo segnale misterioso, che sfida i modelli consolidati, spingerà ora gli astronomi a esplorare nuove teorie e a cercare altri esempi simili. Come spesso accade nella scienza, ogni risposta sembra portare con sé nuove domande: il cosmo continua a sorprenderci, anche (e soprattutto) quando pensavamo di aver capito tutto.


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