Una petroliera carica di un milione di barili di petrolio, La Vilamoura, è esplosa al largo delle coste libiche tra giorni fa, venerdì 27 luglio. Lo riporta Bloomberg aggiungendo che l’esplosione ha causato l’allagamento della sala macchine della nave e che la causa dell’incidente è ancora sconosciuta. Da aprile di quest’anno, la petroliera ha fatto scalo nei porti petroliferi russi, tra cui Ust’-Luga e Novorossijsk, per caricare petrolio kazako. L’esplosione è stata solo una di una serie di incidenti simili che hanno coinvolto navi che avevano già fatto scalo nei porti russi.
La compagnia proprietaria della nave ha dichiarato che l’esplosione non ha causato alcun inquinamento ambientale e che l’equipaggio della petroliera è al sicuro. Vanguard Tech, una società di consulenza sui rischi marittimi, sostiene che dall’inizio dell’anno, altre quattro navi che avevano precedentemente fatto scalo nei porti russi sono state vittime di esplosioni.
La petroliera Vilamoura fa parte della flotta ombra russa secondo quanto riportato dall’intelligence militare ucraina. L’esplosione è avvenuta nella sala macchine mentre la nave salpava dal porto libico di Az-Zuwaytina. La petroliera, battente bandiera delle Isole Marshall, trasportava almeno 1 milione di barili di petrolio greggio, riferisce Kiev. La flotta ombra russa è stata costituita per aggirare le sanzioni occidentali. L’intelligence di Kiev ha riferito che la Vilamoura ha ripetutamente trasportato prodotti petroliferi dai porti russi. Nell’aprile 2025, il cargo era stato avvistata al terminal di Ust’-Luga e a maggio nei pressi di Novorossijsk. Secondo l’Hur, a giugno 2025 la flotta ombra russa, utilizzata per esportare segretamente petrolio e prodotti petroliferi russi, era composta da quasi 1.000 navi, per lo più obsolete, con una stazza lorda complessiva superiore a 100 milioni di tonnellate.


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