Boom dei prezzi del rame: la mossa di Trump scuote il settore auto americano

I futuri sul rame sono balzati di circa il 15-17%, raggiungendo massimi storici, i dettagli sul settore auto

L’indice Automotive MMI (Monthly Metals Index) ha registrato un andamento laterale, con un leggero rialzo del 2,29%. Sebbene l’indice abbia mantenuto un andamento prevalentemente laterale nell’ultimo anno, potrebbe essere in arrivo una volatilità a breve termine. Il presidente USA Donald Trump di recente ha annunciato un dazio del 50% sul rame importato, una mossa che dovrebbe avere un impatto sulle aziende automobilistiche statunitensi che si riforniscono di questo metallo prezioso. L’annuncio a sorpresa di Trump, tra l’8 e il 9 luglio, di un dazio del 50% sul rame importato – che entrerà in vigore tra fine luglio e inizio agosto – ha scosso le case automobilistiche statunitensi. I futuri sul rame sono balzati di circa il 15-17%, raggiungendo massimi storici, mentre gli acquirenti si affrettavano a correre prima della scadenza, riflettendo un nuovo sovrapprezzo.

Il rame è vitale per i motori, le batterie ei cablaggi dei veicoli elettrici, quindi il dazio aumenterà i costi di produzione automobilistica di centinaia di dollari per veicolo, soprattutto nel caso delle auto elettriche. La mossa improvvisa è arrivata senza preavviso. Trump ha affermato che l’obiettivo è “riportare la produzione di rame in America”, citando il suo ruolo industriale chiave. Nel frattempo, gli operatori del settore avevano già accelerato le importazioni. Bloomberg ha osservato che, a breve termine, “il prezzo aumenterà in modo significativo” perché i mercati si aspettavano un prezzo inferiore.

Nel frattempo, i team di approvvigionamento dovrebbero prepararsi all’aumento dei costi dei metalli e agire rapidamente. I dazi del 25% su acciaio, alluminio, automobili e componenti hanno già messo a dura prova le catene di approvvigionamento statunitensi. Le case automobilistiche avvertono che queste imposte “aumentano i costi per i consumatori” nel mercato integrato del Nord America. Ora, al mix si aggiunge il rame.

Nel frattempo, gli acquirenti statunitensi pagano già circa 1.250 dollari a tonnellata in più rispetto ai prezzi medi mondiali per l’alluminio a causa dei dazi passati. I dati confermano questa tensione. Ad esempio, un recente rapporto ISM ha affermato che i dazi hanno causato “colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento”, rallentando le fabbriche statunitensi. Molte case automobilistiche stanno ora accelerando gli ordini e ricorrendo a misure di copertura ove possibile. MetalMiner fornisce avvisi istantanei sui picchi di prezzo.