Dopo mesi trascorsi come “stella del mattino”, Saturno si prepara a tornare protagonista del cielo notturno dell’emisfero boreale. A partire da questa settimana, il celebre gigante gassoso inizierà a sorgere in tarda serata, offrendo a tutti gli appassionati di astronomia uno spettacolo celeste da non perdere.
Saturno torna protagonista
Negli ultimi mesi, Saturno ha affascinato i più mattinieri, comparendo all’orizzonte orientale poco prima dell’alba, spesso in suggestiva compagnia di Venere, Mercurio e del più discreto Nettuno. Giorno dopo giorno, il pianeta ha anticipato il suo sorgere di circa 4 minuti, allontanandosi progressivamente dalle prime luci del giorno.
Il momento tanto atteso per gli osservatori dell’emisfero settentrionale è arrivato: nel corso di questa settimana, Saturno farà il suo ritorno nel cielo serale. Naturalmente, l’orario preciso del sorgere varia in base alla località, perciò è consigliabile consultare siti affidabili come in-the-sky.org per conoscere i tempi esatti.
Dall’opposizione all’osservazione
Saturno continuerà a sorgere sempre qualche minuto prima, diventando sempre più facilmente osservabile in prima serata. Il periodo migliore per ammirarlo sarà intorno al 21 settembre, quando raggiungerà l’opposizione: in quel momento, la Terra si troverà esattamente tra Saturno e il Sole, garantendo condizioni ideali per l’osservazione. Durante l’opposizione, Saturno sorgerà subito dopo il tramonto e resterà visibile per tutta la notte.
Saturno resterà una presenza fissa nel cielo serale fino a metà marzo 2026, quando si avvicinerà prospetticamente al Sole, diventando temporaneamente invisibile. Successivamente, con il nuovo ciclo, tornerà a mostrarsi come stella del mattino nel cielo prima dell’alba.
Anche a occhio nudo, Saturno regala uno spettacolo suggestivo; tuttavia, con un telescopio da almeno 6 pollici è possibile distinguere il suo famoso sistema di anelli e alcuni dei satelliti naturali più luminosi. Con strumenti più potenti, come un telescopio da 8 pollici, gli osservatori più esperti potranno perfino scorgere la Divisione di Cassini, l’imponente spazio largo circa 4.800 km che separa 2 delle principali fasce degli anelli.


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