Un recente studio pubblicato su Engineering rivela che il contenuto globale di carbonio organico nel suolo (SOC) è aumentato dal 1981 al 2019, trainato da temperature più alte, maggiori precipitazioni e una più ampia copertura vegetale, soprattutto nelle regioni tropicali. Il team, guidato da Yanli Liu, Xin Chen e Jianyun Zhang, ha usato modelli avanzati come la “foresta casuale” per prevedere l’evoluzione futura dello SOC, basandosi sugli scenari climatici CMIP6.
Secondo le proiezioni, lo stock globale di SOC continuerà a crescere, in particolare in Africa e Sud America. Tuttavia, scenari ad alte emissioni (come SSP5-8.5) potrebbero causare una riduzione dello SOC in Nord America, Asia e Oceania entro fine secolo, anche a causa dello scioglimento del permafrost.
Gli autori avvertono che affidarsi solo ai pozzi naturali non basterà a centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi: l’aumento previsto dello SOC è troppo modesto rispetto al target del “quattro per mille” annuo. Per raggiungere la neutralità carbonica servirà combinare il sequestro naturale con azioni umane mirate e strategie di gestione sostenibile del territorio.
Lo studio sottolinea inoltre l’importanza di monitoraggi accurati e modelli predittivi sempre più raffinati per affrontare la sfida climatica globale.


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