L’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN) ha presentato al Governo e al Parlamento la sua relazione annuale per l’anno 2024, tracciando un bilancio delle attività svolte e dello stato della sicurezza nucleare in Italia. Un documento che assume particolare rilevanza nel contesto della discussione politica sul ritorno all’energia nucleare sostenibile. Il rapporto ISIN evidenzia l’attività di vigilanza su 17 installazioni nucleari presenti sul territorio nazionale, distribuite tra impianti in esercizio, in disattivazione e in arresto. Nel 2024 sono stati rilasciati oltre 70 titoli autorizzativi e condotte 22 azioni di controllo, tra cui 4 ispezioni autonome e 18 congiunte con IAEA ed EURATOM, confermando la corretta gestione delle materie nucleari.
“L’ISIN rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale, operando con elevate competenze scientifiche e mantenendo costanti relazioni con le autorità estere”, ha sottolineato il direttore Francesco Campanella durante la presentazione.
Radioprotezione e gestione dei rifiuti radioattivi
Un capitolo significativo riguarda la radioprotezione: nel 2024 l’Ispettorato ha emesso 39 pareri tecnici e trasmesso oltre 58.500 misure radiometriche, rilevando livelli di radioattività stabili nei principali comparti ambientali e alimentari. Inoltre, grazie alla piattaforma STRIMS per la tracciabilità, sono state gestite 353.439 comunicazioni relative a rifiuti e materiali radioattivi.
Sul fronte della gestione dei rifiuti, è stata avviata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sulla proposta di localizzazione del Deposito Nazionale, un passo cruciale per la sicurezza a lungo termine.
Digitalizzazione e cybersicurezza
Il rapporto mette in luce anche il progresso della transizione digitale dell’ente: tutti i sistemi sono stati aggiornati con alti standard di sicurezza, certificazioni ISO 9001 e infrastrutture IT avanzate per garantire la protezione dei dati sensibili.
Attività internazionale e comunicazione
A livello internazionale, l’ISIN ha rappresentato l’Italia nei tavoli di lavoro di IAEA ed EURATOM, contribuendo alle politiche di sicurezza nucleare e gestione dei rifiuti. La comunicazione istituzionale ha visto un incremento significativo: oltre 46.000 visite al sito web, 90 post sui social e sette report pubblicati.
Sfide future: organico e risorse
Nonostante i risultati, la relazione evidenzia criticità da affrontare: il personale in servizio è sceso a 77 unità (su un organico previsto di 90), con un’età media di 48,9 anni. Il direttore Campanella ha ribadito la necessità di rafforzare organico e risorse economiche per garantire la piena operatività dell’Ispettorato, soprattutto in vista della possibile ripresa del nucleare sostenibile in Italia.
“La nostra missione – ha concluso Campanella – è garantire che ogni attività nucleare in Italia rispetti i più alti standard di sicurezza, proteggendo cittadini e ambiente. L’ISIN è pronto a fare la sua parte in questa nuova fase della politica energetica nazionale”.


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