Spagna, le speculazioni dei catastrofisti: “1.180 morti attribuibili al caldo in due mesi”

Morti per caldo in Spagna: si tratta del 1035% di vittime in più rispetto all’anno scorso, un dato che appare davvero esagerato

In Spagna, 1.180 persone sono morte per cause legate al caldo nel periodo compreso tra il 16 maggio e il 13 luglio scorsi. Questi numeri improntati al catastrofismo arrivano dal Ministero della Transizione Ecologica iberico, che dà conto di una riunione dell’Osservatorio sulla salute e il cambiamento climatico. Nello stesso periodo dell’anno scorso – si legge in una nota – la cifra di decessi attribuibili ad ondate di caldo era pari a 114. In pratica, si tratta del 1035% di morti in più rispetto all’anno scorso, un dato che appare davvero esagerato, tanto da sembrare quasi il “Covid del meteo” per il tono allarmistico che ricorda quello dei bollettini dell’epoca della pandemia.

Il comunicato indica che il 95% dei deceduti aveva più di 65 anni e che dieci di queste morti sono state per “colpi di calore“.

La nota spiega ancora che i territori più colpiti dalla mortalità per caldo eccessivo sono state quattro regioni del nord, ovvero Galizia, La Rioja, Asturie e Cantabria, le cui estati sono “storicamente caratterizzate da temperature moderate” e che “attualmente mostrano una vulnerabilità climatica in notevole aumento”.

Il Ministero spagnolo ricorda che l’ultimo giugno è stato contraddistinto da una temperatura media record, pari a +23,6°C, e riferisce che nel periodo 16 maggio-13 giugno sono state registrate 76 “allerte rosse per caldo estremo” in diverse aree della Spagna. Nello stesso periodo del 2024, non si era verificato nessun episodio di questo tipo.