Sommergibili stealth dotati di laser in grado di colpire nello Spazio, sabotaggi delle catene di approvvigionamento, satelliti d’attacco costruiti su misura con propulsori ionici: non sono scenari da romanzo di fantascienza, ma alcune delle contromisure che scienziati cinesi stanno studiando per neutralizzare quella che Pechino percepisce come una crescente minaccia strategica, la costellazione Starlink di Elon Musk.
Secondo un’analisi dell’Associated Press, negli ultimi anni scienziati del governo e delle forze armate cinesi hanno pubblicato decine di articoli su riviste accademiche che analizzano come individuare e, all’occorrenza, distruggere i satelliti Starlink. La preoccupazione nasce dal timore che la rete – composta da migliaia di satelliti in orbita bassa – possa essere usata dagli Stati Uniti sia in scenari militari sia per operazioni di spionaggio.
L’ombra militare dietro Starlink
Starlink è cresciuta rapidamente da quando SpaceX ha lanciato i primi satelliti nel 2019. Oggi rappresenta circa due terzi dei satelliti attivi nello Spazio, con oltre 8mila dispositivi in orbita, e l’obiettivo dichiarato di arrivare a decine di migliaia. La rete fornisce connessione veloce e a basso costo persino nelle aree più remote del pianeta, ed è stata integrata nelle operazioni militari statunitensi, diventando un’infrastruttura critica.
Come hanno scritto nel 2023 alcuni docenti della National University of Defense Technology cinese, l’integrazione di Starlink nelle forze armate statunitensi conferisce a Washington un vantaggio strategico in ambito nucleare, spaziale e cibernetico. E non solo la Cina: anche alleati tradizionali degli USA iniziano a interrogarsi sull’opportunità di affidare a una società privata americana – guidata per di più da un imprenditore noto per scelte politiche imprevedibili – la gestione di un’infrastruttura così sensibile.
Droni, laser e propaganda: le possibili contromisure cinesi
Dai documenti esaminati emergono varie strategie studiate da Pechino: dalla creazione di piccole costellazioni di satelliti “ombra” per pedinare e disturbare Starlink, all’uso di materiali corrosivi per danneggiare componenti critici, fino a potenti laser capaci di bruciare l’elettronica di bordo. Altri suggeriscono approcci meno diretti, come campagne diplomatiche e regolamentari per limitare l’espansione di Musk, o perfino l’uso di deep fake per creare falsi bersagli e confondere i sistemi di sorveglianza.
Al centro della preoccupazione c’è il fatto che, pur non operando in Cina, i satelliti Starlink sorvolano comunque il territorio cinese, garantendo una copertura pressoché continua anche su aree strategiche come Pechino, Taiwan e le regioni polari.
La guerra in Ucraina e la consapevolezza globale
La svolta nella percezione internazionale di Starlink è arrivata con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. In quell’occasione, la rete ha permesso alle forze ucraine di mantenere le comunicazioni sul campo e di pilotare droni da ricognizione e combattimento, offrendo un vantaggio concreto. Il potere di decidere dove e come usare la rete era concentrato nelle mani di un solo uomo, Musk, che si è rifiutato per esempio di estendere la copertura per supportare un contrattacco ucraino in Crimea.
Questo episodio ha fatto riflettere molti governi: così come un tempo si temeva la dipendenza da tecnologie cinesi, ora ci si interroga sui rischi di affidarsi troppo a un privato statunitense, i cui interessi personali e politici possono cambiare.
La corsa alle alternative
Per contrastare il predominio di Starlink, diversi attori stanno costruendo proprie costellazioni. La Cina ha avviato progetti come Guowang (13mila satelliti previsti) e Qianfan (oltre 15mila satelliti), mentre l’Unione Europea investe miliardi nell’iniziativa IRIS2, ancora in fase embrionale. Anche Amazon, con il “Project Kuiper”, ha appena lanciato in orbita i primi satelliti, ma è ancora lontana dai numeri di Starlink.
Nel frattempo, Musk continua a espandere la rete: Starlink opera già in oltre 140 Paesi e ha recentemente ottenuto licenze in mercati strategici come l’India, scontrandosi e vincendo contro resistenze interne legate alla sicurezza nazionale.
La nuova corsa allo Spazio
La vicenda di Starlink dimostra come le tecnologie spaziali commerciali siano diventate parte integrante degli equilibri geopolitici mondiali. La corsa allo Spazio non riguarda più solo i razzi o la conquista di Marte, ma la gestione dell’informazione, la sicurezza delle comunicazioni e, in ultima analisi, il controllo del potere globale.


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