Le tempeste di sabbia e polvere non sono più solo un fastidio estetico, ma rappresentano una minaccia crescente per la salute umana e le economie di circa 330 milioni di persone in oltre 150 Paesi. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della World Meteorological Organization (WMO), il “WMO Airborne Dust Bulletin“, che sottolinea come la frequenza e l’intensità di questi fenomeni stiano aumentando a causa, in parte, di una gestione inadeguata del suolo e dell’acqua e della siccità.
Ogni anno, circa 2 miliardi di tonnellate di sabbia e polvere vengono rilasciate nell’atmosfera, una quantità equivalente a 307 Grandi Piramidi di Giza. Oltre l’80% di questa polvere ha origine dai deserti del Nord Africa e del Medio Oriente, potendo viaggiare per centinaia o migliaia di chilometri, attraversando continenti e oceani. Sebbene in parte sia un processo naturale, l’intervento umano sta esacerbando il problema.
“Le tempeste di sabbia e polvere non significano solo finestre sporche e cieli velati. Danneggiano la salute e la qualità della vita di milioni di persone e costano milioni di dollari a causa delle interruzioni ai trasporti aerei e terrestri, all’agricoltura e alla produzione di energia solare“, ha dichiarato il Segretario Generale della WMO, Celeste Saulo. “Questo bollettino mostra come i rischi per la salute e i costi economici stiano aumentando, e come gli investimenti in allarmi precoci sulla polvere, nella mitigazione e nel controllo produrrebbero grandi ritorni“.
Impatti sulla salute e costi economici
Un nuovo indicatore sviluppato dalla WMO e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rivela che ben 3,8 miliardi di persone (quasi la metà della popolazione mondiale) sono state esposte a livelli di polvere superiori alla soglia di sicurezza dell’OMS tra il 2018 e il 2022. Questo dato rappresenta un aumento del 31% rispetto ai 2,9 miliardi di persone esposte tra il 2003 e il 2007. L’esposizione varia da pochi giorni in aree relativamente meno colpite a oltre 1.600 giorni in cinque anni nelle regioni più a rischio.
Anche l’impatto economico è spesso sottostimato. Un case study statunitense ha rivelato che l’erosione da vento e polvere è costata al paese circa 154 miliardi di dollari nel 2017, un aumento di oltre 4 volte rispetto al calcolo del 1995. Questi costi includono danni a famiglie, colture, energia eolica e solare, mortalità legata all’esposizione a polveri sottili e spese sanitarie.
Hotspot e distribuzione geografica
Nel 2024, sebbene la concentrazione media globale di polvere superficiale sia stata leggermente inferiore rispetto al 2023, si sono registrate significative variazioni regionali. In alcune delle aree più colpite, la concentrazione è stata superiore alla media a lungo termine (1981-2010).
Il Ciad, in particolare la depressione di Bodélé, si conferma un’area di picco per la concentrazione media annuale di polvere superficiale, con valori stimati tra 800 e 1100 µg m⁻³. Nell’emisfero meridionale, le concentrazioni più elevate si sono registrate in alcune parti dell’Australia centrale e sulla costa occidentale del Sud Africa.
Le regioni più vulnerabili al trasporto a lungo raggio della polvere includono l’Oceano Atlantico tropicale settentrionale (tra l’Africa occidentale e i Caraibi), il Sud America, il Mar Mediterraneo, il Mar Arabico, la Baia del Bengala e la Cina centro-orientale. Nel 2024, il trasporto transatlantico di polvere africana ha interessato anche alcune aree del Mar dei Caraibi.
Principali eventi del 2024
Il 2024 ha visto diverse tempeste di sabbia e polvere significative:
- Isole Canarie – A dicembre, forti venti di Harmattan dal Sahara occidentale hanno trasportato ingenti quantità di polvere verso le Isole Canarie, impattando le aree più densamente popolate;
- Asia Orientale – Si sono registrate 14 tempeste di sabbia e polvere, prevalentemente in primavera. A fine marzo, forti venti da un ciclone mongolo hanno spazzato grandi quantità di polvere verso le regioni densamente popolate della Cina settentrionale, con Pechino che ha registrato picchi di PM10 superiori a 1000 µg m⁻³. A giugno, Pechino e la Cina settentrionale sono state colpite da una rara tempesta estiva, attribuibile anche alla scarsa crescita della vegetazione dovuta alle alte temperature primaverili e alla siccità in Mongolia;
- Asia Occidentale – Iraq, Kuwait, Qatar e la Penisola Arabica sono stati colpiti da un’eccezionale tempesta di polvere invernale a dicembre, con conseguenze socio-economiche diffuse, tra cui cancellazioni di voli, chiusure di scuole e rinvii di eventi pubblici.
L’impegno della WMO e la giornata internazionale
Il Sand and Dust Storm Warning Advisory and Assessment System (SDS-WAS) della WMO, istituito nel 2007, lavora per rafforzare i servizi di previsione e allerta a livello globale. Attualmente, quattro centri regionali coordinano le attività in diverse aree: il Consiglio di Cooperazione del Golfo (Jeddah, Arabia Saudita), Nord Africa-Medio Oriente-Europa (Barcellona, Spagna), Asia (Pechino, Cina) e Americhe (Bridgetown, Barbados).
La WMO è anche parte attiva di una Coalizione delle Nazioni Unite per la lotta alle tempeste di sabbia e polvere, contribuendo con informazioni scientifiche, prodotti di monitoraggio e previsione.
Il 12 luglio si celebra la Giornata Internazionale per la Lotta alle Tempeste di Sabbia e Polvere, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha anche dichiarato il decennio 2025-2034 come il “Decennio per la Lotta alle Tempeste di Sabbia e Polvere”. In questa data, il Presidente dell’Assemblea Generale ospiterà un incontro di alto livello a New York, nell’ambito di una serie di attività in tutto il mondo.


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