Potente terremoto scuote l’Alaska: l’allarme tsunami rientra ma “qualcosa si sta muovendo, non è un sisma isolato” | VIDEO

La costa meridionale dell'Alaska è notoriamente soggetta a terremoti
Terremoto in Alaska, le immagini da Sand Point

Un potente terremoto magnitudo 7.3 ha colpito la costa meridionale dell’Alaska, innescando inizialmente un’allerta tsunami per le comunità lungo un tratto di 1.127 km. Fortunatamente, l’allarme è stato rapidamente declassato e poi annullato, e non sono stati segnalati danni significativi. Il sisma, avvenuto alle 12:37 ora locale, ha avuto il  epicentro a Sud di Sand Point, una comunità di circa 600 abitanti sull’isola di Popof, nella catena delle Aleutine, secondo l’Alaska Earthquake Center. Nelle prime 3 ore successive alla scossa principale, sono state rilevate ben 40 repliche.

Jeremy Zidek, portavoce della divisione di gestione delle emergenze dell’Alaska, ha sottolineato la serietà con cui è stata trattata la situazione: “Abbiamo assistito ad altri terremoti nella zona che non hanno generato onde di tsunami significative, ma stiamo trattando la cosa seriamente e seguendo le nostre procedure, assicurandoci che le comunità siano avvisate in modo che possano attivare le loro procedure di evacuazione“.

Il terremoto è stato avvertito fino ad Anchorage, a quasi 966 km a Nord/Est. Il National Tsunami Warning Center aveva emesso un’allerta per un’area che si estendeva da circa 64 km a Sud/Ovest di Homer fino a Unimak Pass, per una distanza di circa 1.126 km. Tra le comunità più grandi nell’area interessata c’era Kodiak, con una popolazione di circa 5.200 persone.

L’allerta è stata declassata ad avviso circa un’ora dopo e annullata poco prima delle 14:45. Il livello massimo dell’acqua generato dal terremoto a Sand Point è stato di appena 6,3 centimetri sopra la marea, un’indicazione rassicurante della debolezza dello tsunami.

Il capo della polizia di Sand Point, Benjamin Allen, ha confermato la mancanza di danni significativi: “Non ci sono danni all’aeroporto, non sembra esserci alcun danno al porto, nessun danno di cui parlare, davvero“. L’unico danno degno di nota è stato riscontrato al negozio “Alaska Commercial”, dove circa metà dello scaffale degli alcolici è crollato, provocando la rottura di numerose bottiglie.

A Unalaska, una comunità di pescatori con circa 4.100 abitanti, i funzionari hanno esortato le persone nelle possibili zone di inondazione a spostarsi di almeno 15 metri sopra il livello del mare o 1,6 km nell’entroterra. Anche a King Cove, con circa 870 residenti sul lato Sud della penisola dell’Alaska, sono stati emessi avvisi per invitare gli abitanti delle zone costiere a spostarsi verso zone più elevate.

Il National Weather Service ha confermato sui social media che non vi era alcuna minaccia di tsunami per altre coste del Pacifico degli Stati Uniti e del Canada, comprese Washington, Oregon e California.

Un’area sismica attiva sotto osservazione

La costa meridionale dell’Alaska è notoriamente soggetta a terremoti. Il sismologo statale Michael West ha evidenziato che il sisma di ieri è il 5° di magnitudo superiore a 7 nella stessa area dal 2020. “Qualcosa si sta muovendo in questa zona“, ha affermato West. “Non lo definirei un terremoto isolato. Sembra far parte di una sequenza più ampia che si estende negli ultimi anni“.

Questa attività sismica prolungata sta catturando l’attenzione dei sismologi. West ha avvertito: “Quest’area è stata e rimane in grado di generare terremoti più grandi e terremoti in grado di causare danni significativi da tsunami“.