Ieri, lunedì 30 giugno 2025, alle ore 12:47, un terremoto di magnitudo 4.6 a 5km di profondità ha scosso i Campi Flegrei. L’evento riaccende il dibattito sulla reale pericolosità sismica dell’area e sull’adeguatezza degli strumenti previsionali oggi impiegati. In questo contesto, si rivela di grande attualità la cosiddetta “legge di Panza-Rugarli“, un criterio avanzato di valutazione della pericolosità sismica sviluppato nel quadro della Neo-Deterministic Seismic Hazard Assessment (NDSHA). Il cuore della NDSHA è la definizione di una magnitudo di progetto (Mdesign), cioè il massimo evento plausibile per un’area, calcolato in modo fisico e cautelativo. La legge Panza-Rugarli prevede che questa Mdesign sia maggiore della magnitudo massima storica nota (Mmax), aumentata di un termine di sicurezza (γEM·σM), con σM rappresentante la deviazione standard delle magnitudo e γEM un fattore ingegneristico.
Il caso cinese: conferme sperimentali
In un’analisi condotta nel China Seismic Experimental Site (CSES) la legge Panza-Rugarli non è mai stata falsificata nonostante le decine di eventi sismici rilevanti, inclusi quelli della regione del Maduo o del Sichuan. In altre parole, finora nessun terremoto ha superato la magnitudo di progetto stimata con la NDSHA, confermandone la solidità nei contesti continentali attivi.
E i Campi Flegrei? Cosa ci dice il 4.6?
Il recente evento di magnitudo 4.6 non solo rappresenta il culmine dell’attuale crisi bradisismica, ma è anche un chiaro test per la valutazione della pericolosità dell’area. Secondo i criteri della legge Panza-Rugarli, che considera la morfostruttura, la storia sismica e i nodi sismogenetici individuati formalmente nella analisi NDSHA che consentono di fissare la magnitudo massima a 4.4, alcuni ricercatori avevano proposto una magnitudo massima pari a 5.1 per i Campi Flegrei, coincidente con il valore di Mdesign, proposto in precedenza.
L’evento del 30 giugno non falsifica questa previsione. Anzi, la legge PR che stabilisce un incremento di 0,7 unità rispetto alla massima magnitudo storicamente osservata o formalmente stimata 4.4, (Mdesign=4.4+0.7=5.1) resta valida fino a che il valore 5.1 non verrà significativamente superato.
Perché serve agire ora
Questi dati, insieme all’approccio scientifico della NDSHA, suggeriscono la necessità di rivedere al rialzo le valutazioni di pericolosità dell’area flegrea, spesso sottostimate dai modelli probabilistici (PSHA), ritenuti in molti casi inadeguati alla realtà geologica italiana. A differenza della PSHA, che lavora su base statistica e probabilistica, la NDSHA e la legge Panza-Rugarli incorporano i vincoli fisici, geologici e morfostrutturali dell’area.
Il terremoto del 30 giugno ai Campi Flegrei è un campanello d’allarme scientifico e sociale. Non è un’anomalia, ma un punto previsto — e previsto correttamente — da modelli fisico-deterministici avanzati. È tempo che le autorità e il sistema di protezione civile adottino criteri più cautelativi per l’area, in modo da mitigare efficacemente il rischio e prepararsi a scenari oggi troppo spesso ignorati. E’ necessario valutare quali strutture sono in grado di resistere in modo adeguato almeno a M=5.1.
