Terremoto di magnitudo 3.6 al largo di Zante: scossa nel Mar Jonio

Registrato un sisma nella serata di sabato 5 luglio: magnitudo 3.6 con epicentro nel Mar Ionio, al largo dell’isola greca di Zante. Evento non avvertito in Calabria e Sicilia, nessun danno segnalato

Un terremoto di magnitudo 3.6 è stato registrato alle 23:29 ora italiana di oggi, sabato 5 luglio 2025, nel settore centrale del Mar Ionio, con epicentro localizzato al largo dell’isola greca di Zante (o Zacinto). Secondo i dati diffusi dai principali istituti di geofisica e vulcanologia, la scossa si è verificata a una profondità ipocentrale di circa 10 km, in un’area sismicamente attiva tra la placca africana e quella eurasiatica.

Nessun effetto su Calabria e Sicilia

L’evento tellurico, pur avendo interessato il bacino ionico, non è stato avvertito dalla popolazione italiana, nemmeno nelle aree costiere di Calabria e Sicilia più vicine alla zona dell’epicentro. La distanza dalle coste italiane, unita alla moderata entità della scossa, ha evitato qualsiasi ripercussione. Non si registrano danni a cose o persone né sono giunte segnalazioni al sistema di Protezione Civile.

Le autorità greche, al momento, non hanno comunicato alcuna conseguenza significativa nei pressi dell’isola di Zante, famosa meta turistica dell’Egeo. Inoltre, non sono stati diramati allerta tsunami.

Una zona a forte sismicità

L’area del Mar Ionio e delle isole ioniche greche, tra cui Zante, Cefalonia e Lefkada, è caratterizzata da una intensa attività sismica dovuta alla complessa interazione tra la placca africana e quella eurasiatica. La microplacca del Mar Egeo si muove verso sud-ovest, scontrandosi con la placca africana che tende a subdurre sotto quella eurasiatica lungo la zona di subduzione ellenica. Questo assetto geodinamico genera frequenti terremoti, anche di elevata magnitudo.

Non è raro che in quest’area si verifichino eventi sismici di magnitudo moderata o elevata. Il 26 ottobre 2018, proprio al largo di Zante, un forte terremoto di magnitudo 6.8 causò danni diffusi alle infrastrutture locali e fu avvertito anche nelle regioni meridionali dell’Italia, in particolare in Puglia e Calabria. Ancora più devastante fu il sisma del 1953 a Cefalonia, con magnitudo stimata 7.2, che distrusse gran parte dell’isola e provocò centinaia di vittime.

Monitoraggio costante

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e le reti sismiche internazionali continuano a monitorare l’attività sismica nel Mar Ionio, un settore che, pur trovandosi a notevole distanza dalle coste italiane, rientra in un’area di interesse per la sorveglianza geologica del Mediterraneo orientale.

Al momento non sono attese repliche significative che possano avere effetti sulle coste calabresi e siciliane.