In Texas le alluvioni più letali dal 1976, il bilancio è catastrofico: 109 morti e 161 dispersi

La zona del Texas Hill Country, nota per la sua bellezza paesaggistica, è anche tristemente nota come “flash flood alley”

È un bilancio tragico e in continuo aggiornamento quello delle alluvioni che hanno colpito il Texas durante il weekend del 4 luglio: 109 vittime confermate e almeno 161 persone ancora disperse, secondo quanto annunciato dal governatore dello Stato, Greg Abbott. I soccorritori stanno ancora cercando sopravvissuti nelle aree più colpite, in particolare nella contea di Kerr, epicentro della devastazione.

La portata del disastro è tale da renderlo l’evento di inondazione da acque interne più mortale negli Stati Uniti dai tempi del disastro del Big Thompson Canyon in Colorado, nel 1976, quando morirono 144 persone. Le piogge torrenziali hanno generato una piena lampo del fiume Guadalupe, che ha visto il proprio livello alzarsi di oltre 8 metri in meno di un’ora. Una vera e propria “marea improvvisa”, che ha colto di sorpresa centinaia di campeggiatori e residenti nelle zone collinari del centro Texas.

Le vittime dell’alluvione in Texas

Tra le 109 vittime recuperate finora, almeno 30 sono bambini. Solo nel campo estivo cristiano femminile di Camp Mystic, sulle rive del fiume Guadalupe, sono morti 27 giovani campeggiatrici e animatori. Il campo, che ospitava circa 750 persone, è stato travolto dalle acque prima dell’alba di venerdì. Alcuni superstiti raccontano di aver dovuto uscire dalle finestre per salvarsi, aggrappandosi a corde o alberi per raggiungere luoghi più alti.

Fuori dalle cabine di Camp Mystic, restano oggi solo tracce di ciò che c’era: valigie colorate sporche di fango, coperte bagnate, peluche. Tra i deceduti, una bambina di seconda elementare con la passione per i glitter rosa e una direttrice di campo di 75 anni che aveva dedicato la vita all’educazione delle ragazze.

Alluvione in Texas, un sistema di allarme inesistente

Mentre le squadre di soccorso – con elicotteri, airboat, cavalli e centinaia di volontari – continuano a cercare i dispersi, crescono le polemiche sulle mancate misure di allerta. Il giudice della contea di Kerr, Rob Kelly, ha ammesso che il territorio non dispone di un sistema di allarme. Otto anni fa era stata avanzata una richiesta di finanziamento da quasi un milione di dollari alla FEMA (l’agenzia federale per la gestione delle emergenze), ma è stata respinta. Anche la proposta di autofinanziamento locale era stata accantonata per timore dei costi.

La flash flood alley

La zona del Texas Hill Country, nota per la sua bellezza paesaggistica, è anche tristemente nota come “flash flood alley”, a causa della sua morfologia collinare e dei terreni impermeabili, che favoriscono lo scorrimento rapido delle acque. La storia lo conferma: già nel 1987 un’altra piena è costata la vita a 10 adolescenti in un campo vicino a Comfort, non lontano dalla zona colpita lo scorso weekend.

Una tragedia nazionale

Il presidente Donald Trump ha annunciato una visita in Texas venerdì e ha promesso pieno supporto federale. Intanto, la speranza resta viva tra i familiari dei dispersi, mentre il rumore delle pale meccaniche, degli elicotteri e dei megafoni continua a scandire il tempo in una terra ferita.