L’Australia è famosa per la sua fauna unica, e tra le sue meraviglie naturali ci sono oltre 60 specie di marsupiali carnivori appartenenti alla famiglia dei Dasiuridi. Molti conoscono il diavolo della Tasmania, ma pochi hanno mai sentito parlare del kultarr (Antechinomys laniger), un minuscolo e sfuggente predatore notturno che popola le vaste regioni aride del continente. Un recente studio genetico ha però rivoluzionato la nostra conoscenza di questo curioso animale: il kultarr non è un’unica specie diffusa in tutto l’outback, ma in realtà tre specie distinte, ciascuna con caratteristiche e areali specifici. A un osservatore inesperto, il kultarr potrebbe sembrare un semplice topo saltatore: ha lunghe zampe posteriori, una coda allungata e la tendenza a riposarsi eretto sulle zampe come un canguro in miniatura. Ma la sua corsa veloce e agile ricorda quella di un levriero, seppur in versione miniatura.
Fino al 2023, si pensava che il kultarr fosse un’unica specie diffusa dalle zone centrali del Nuovo Galles del Sud fino alla costa occidentale dell’Australia. Ma grazie a una ricerca condotta da scienziati dell’Università dell’Australia Occidentale, del Western Australian Museum e della Queensland University of Technology, la realtà è risultata ben più complessa.
La scoperta: tre specie di kultarr
Analizzando campioni museali raccolti in oltre un secolo di ricerche, combinando dati genetici e misurazioni morfologiche di corpo e cranio, i ricercatori hanno identificato tre specie distinte:
- Eastern kultarr (Antechinomys laniger). La più piccola, con una lunghezza media di 7,5 cm. Colore più scuro e orecchie relativamente piccole. Vive oggi soprattutto sui terreni argillosi duri intorno a Cobar (Nuovo Galles del Sud) e fino a Charleville nel Queensland meridionale.
- Gibber kultarr (Antechinomys spenceri). La più grande e robusta (9 cm di lunghezza media). Testa massiccia, zampe spesse e piedi posteriori lunghi. Abita le vaste pianure sassose (“gibber plains”) del sud-ovest del Queensland e del nord-est dell’Australia Meridionale.
- Long-eared kultarr (Antechinomys auritus). Di dimensioni intermedie, ma con orecchie straordinariamente lunghe, quasi quanto la testa. Si trova in popolazioni sparse nei deserti centrali e occidentali, su pianure sassose isolate.
Sono a rischio estinzione?
La rarità e la natura elusiva dei kultarr rendono difficile stimare le dimensioni delle popolazioni. Per il momento, le popolazioni di long-eared e gibber kultarr sembrano relativamente stabili, anche se minacciate da predatori introdotti come gatti e volpi e dalla distruzione dell’habitat. Il eastern kultarr, invece, suscita maggiori preoccupazioni. Analizzando campioni museali risalenti fino al 1890, i ricercatori hanno scoperto che in passato questa specie era molto più diffusa, occupando vaste aree dell’Australia arida. Oggi potrebbe essere estinto nel Territorio del Nord e in alcune zone del Queensland nordoccidentale.
Il futuro dei kultarr
Per garantire la sopravvivenza di queste tre specie, gli scienziati chiedono indagini mirate per mappare con precisione le loro distribuzioni attuali, soprattutto per l’eastern kultarr, il cui areale potrebbe essersi ridotto drasticamente. Questa ricerca dimostra quanto sia cruciale il lavoro di tassonomia: non possiamo proteggere ciò che non sappiamo nemmeno che esista. Senza ulteriori azioni, c’è il rischio che alcune di queste specie scompaiano prima ancora di essere pienamente comprese e valorizzate.
Un tesoro nascosto dell’outback
Il kultarr, con il suo aspetto unico e le sue abitudini notturne, è uno dei tanti piccoli tesori nascosti dell’Australia. La sua scoperta come gruppo di specie distinte sottolinea l’urgenza di studiare e preservare la biodiversità, prima che la perdita di habitat e le specie invasive mettano a repentaglio definitivamente questi affascinanti predatori marsupiali.


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