Tsunami in Kamchatka colpisce base sottomarina nucleare russa: timori per la flotta del Pacifico

Un violento terremoto di magnitudo 8.8 ha scatenato uno tsunami che ha investito la zona di Vilyuchinsk, unica base strategica russa per i sottomarini Borei. Silenzio ufficiale da Mosca, ma immagini da Petropavlovsk parlano di gravi danni

Il terremoto di magnitudo 8.8 che ha scosso nella serata del 30 luglio le acque al largo della penisola russa della Kamchatka, ha innescando un violento tsunami colpendo la principale base sottomarina nucleare russa del Pacifico, situata nella città chiusa di Vilyuchinsk. Secondo i dati sismologici dell’Istituto di Geofisica di Mosca e delle reti regionali asiatiche, l’epicentro è stato localizzato circa 120 chilometri a sud-est della costa, in una zona marina che ha attivato l’allerta tsunami per tutta la regione del Pacifico settentrionale, comprese le basi militari costiere.

Vilyuchinsk è l’unico porto russo nell’Est dotato delle infrastrutture necessarie per ospitare e mantenere in efficienza i sottomarini strategici di classe Borei, armati con missili balistici intercontinentali RSM-56 Bulava. Questi mezzi rappresentano uno degli assi portanti della deterrenza nucleare marittima di Mosca, specialmente nel teatro indo-pacifico, oggi tornato al centro di tensioni geopolitiche crescenti.

I dettagli sulle strutture

Le strutture della base comprendono moli in acque profonde, impianti per la movimentazione dei missili, centri di comando, sistemi di comunicazione protetti e infrastrutture logistiche specializzate. Secondo esperti militari occidentali, non esistono altre installazioni analoghe nell’Est russo in grado di sostituire le capacità offerte da Vilyuchinsk, rendendola un obiettivo strategico di valore critico. Al momento, le autorità russe non hanno fornito informazioni ufficiali su eventuali danni alla base o sulla situazione dei sottomarini ormeggiati.

Tuttavia, immagini ampiamente diffuse su canali Telegram russi mostrano ingenti danni nel porto di Petropavlovsk-Kamchatsky, città situata a poche decine di chilometri da Vilyuchinsk, con onde che hanno investito banchine e infrastrutture portuali. Considerata la prossimità all’epicentro, gli analisti ritengono probabile che anche la base sottomarina abbia subito danni materiali. Nella regione sono state attivate le procedure di evacuazione per i civili, mentre le squadre di emergenza stanno operando per valutare l’estensione dei danni e fornire supporto logistico e medico. Il Ministero della Difesa russo, seguendo una consolidata prassi di riservatezza su questioni sensibili legate alla sicurezza nucleare, non ha ancora rilasciato comunicati ufficiali.

Il momento delicato

L’incidente giunge in un momento delicato per le forze armate russe, già messe sotto pressione dal deterioramento delle capacità navali nel Mar Nero: un eventuale danneggiamento o interruzione delle operazioni a Vilyuchinsk comprometterebbe la prontezza strategica della Flotta del Pacifico, con ripercussioni sulla postura nucleare russa nell’Asia orientale e sul bilanciamento delle forze nella regione. Gli osservatori internazionali stanno ora monitorando con attenzione le comunicazioni satellitari e le movimentazioni navali nell’area per comprendere l’impatto effettivo dell’evento sul dispositivo militare russo.

Terremoto 8.8 in Russia, è uno dei più forti della storia della Terra: immagini spaventose