L’Unione europea mira a una “concorrenza leale” con la Cina nel settore dell’energia verde. Lo afferma il vicepresidente della Commissione Ue con delega alla transizione ecologica e alla concorrenza, Teresa Ribera, nel corso della sua visita a Pechino, in vista del vertice Ue-Cina a fine mese in occasione dei cinquant’anni dall’apertura delle relazioni. Il contesto è quello di tensioni crescenti nell’ambito commerciale, con Bruxelles impone dazi anti-dumping fino al 35% sulle auto elettriche cinesi e avvia indagini in altri ambiti, e Pechino che reagisce a sua volta con dazi, indagini anti-dumping e regimi di controllo alle esportazioni sulle terre rare.
L’Ue teme un peggioramento del deficit commerciale con la Cina a causa della crescita della produzione industriale cinese, sostenuta da ingenti sussidi statali, che potrebbe portare a un afflusso di prodotti a basso costo penalizzando le imprese europee, ha sottolineato Ribera, respingendo le accuse di protezionismo mosse da Pechino. “Noi europei non vogliamo entrare in una corsa verso salari bassi, meno diritti dei lavoratori o standard ambientali inferiori”, ma “non potremmo essere in una buona posizione se ci fosse un’invasione dei nostri mercati, che ci metterebbe in difficoltà con prezzi che non riflettono i costi reali”.
Tra le indagini avviate dall’Ue c’è quella sui produttori di pannelli solari di proprietà cinese. Ribera ha riconosciuto che i prodotti sussidiati potrebbero offrire vantaggi a breve termine grazie a prezzi più bassi, ma ha avvertito che potrebbero compromettere gli investimenti a lungo termine nel settore europeo delle rinnovabili. E durante una tavola rotonda con il vicepremier cinese Ding Xuexiang, la politica europea ha evidenziato la preoccupazione internazionale per la “possibile mancanza di ambizione dei principali emettitori”; in conferenza stampa ha parlato di una “conversazione approfondita e positiva” con i funzionari cinesi, pur ammettendo che “c’è ampio margine di miglioramento” e che “una soluzione arriverà” sulle tensioni commerciali, “ma non oggi”.


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