In una mossa che farà brindare molti consumatori americani, Coca-Cola ha annunciato che tornerà a utilizzare lo zucchero di canna nella produzione delle sue bevande negli Stati Uniti, abbandonando lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (SGHF). L’annuncio è stato dato dal presidente Donald Trump, che ha sostenuto l’iniziativa, definendola una “ottima decisione” per l’azienda.
Da decenni la Coca-Cola prodotta negli Stati Uniti ha utilizzato l’SGHF, a differenza della versione europea che impiega il classico saccarosio. Questa differenza è nata negli anni ’70, favorita da sussidi governativi per i produttori di mais e da dazi elevati sullo zucchero di canna.
Sebbene Trump abbia esultato per la decisione, questa potrebbe avere ripercussioni significative sui produttori di mais della “Corn Belt”, una regione cruciale per il suo bacino elettorale. Dal punto di vista scientifico, sia l’SGHF che il saccarosio sono composti da fruttosio e glucosio. La differenza principale risiede nella loro struttura: nell’SGHF fruttosio e glucosio sono liberi, mentre nel saccarosio sono legati chimicamente.
Studi clinici del 2022 hanno dimostrato che queste differenze strutturali non sembrano avere un impatto significativo su aspetti come l’aumento di peso o la salute cardiaca. L’unica discrepanza degna di nota è un leggero aumento di un marker infiammatorio nelle persone che consumano SGHF. Per molti consumatori, il cambiamento è soprattutto una questione di gusto, dato che la Coca-Cola messicana, già prodotta con zucchero di canna, è spesso preferita e venduta a un prezzo superiore proprio per il suo sapore percepito come migliore. Resta da vedere come questa “dolce” transizione influenzerà il mercato e le preferenze dei consumatori americani.


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