Vulcano di fango erutta in una corona di fiamme | VIDEO

L'attività del vulcano di fango di Wandan riaccende l’interesse per questi rari fenomeni geologici, tra geochimica e rischio ambientale

Il vulcano di fango di Wandan è tornato in attività

Il 26 giugno, nel Sud di Taiwan, il vulcano di fango di Wandan è tornato in attività con una spettacolare eruzione durata circa 10 ore, durante la quale colonne di fango bollente si sono sollevate fino a 2 metri da 4 diversi condotti. L’eruzione ha avuto luogo di fronte a un tempio di Wandan, nella contea di Pingtung, ed è stata accompagnata da un fenomeno visivamente affascinante: una corona di fiamme che sovrastava i getti di fango.

Un fenomeno indotto dall’uomo e carico di significato

A differenza di quanto potrebbe sembrare a prima vista, le fiamme osservate durante l’eruzione non sono state generate spontaneamente. Come spiegato da Mark Tingay, geologo e docente associato presso l’Università di Adelaide, gli abitanti del luogo hanno intenzionalmente appiccato il fuoco ai gas espulsi utilizzando stracci incendiati. Il motivo è duplice: da un lato, bruciare il metano riduce il suo impatto ambientale diretto; dall’altro, la spettacolarità della scena rappresenta un rituale quasi performativo, radicato nel contesto culturale locale.

Cos’è un vulcano di fango?

I vulcani di fango non sono veri e propri vulcani. Non espellono magma o materiali incandescenti di origine magmatica. Invece, si formano quando alte pressioni sotterranee spingono fluidi argillosi e gas – principalmente metano – verso la superficie. In alcuni casi, come a Yellowstone, possono essere collegati ad attività geotermiche, ma nel caso di Wandan, l’origine è puramente legata alla pressione dei fluidi in profondità, senza coinvolgimento del magma.

Tingay, che studia questi fenomeni e ne documenta regolarmente le eruzioni sui social, ha sottolineato come il vulcano di fango di Wandan sia particolarmente attivo: si tratta della 10ª eruzione negli ultimi 3 anni. Inoltre, il punto di emissione non è fisso: l’area potenziale di eruzione si estende per circa 1 km quadrato. In passato, il fango ha addirittura invaso il tempio adiacente, ricoprendo le pareti esterne e il pavimento interno.