Il tentativo di eliminare il coleottero invasivo Polyphagous Shot Hole Borer (PSHB) da Perth, capitale dell’Australia Occidentale, è ufficialmente fallito. Le autorità locali passeranno ora a una strategia di gestione per limitarne la diffusione, in un contesto che preoccupa scienziati ed esperti di biodiversità. La decisione arriva dopo anni di un’operazione di biosecurity senza precedenti, sostenuta dai governi nazionali, statali e territoriali. Il National Management Group, organismo responsabile della risposta all’infestazione del coleottero originario del Sud-Est asiatico, ha comunicato il cambiamento di approccio da “eliminazione” a “gestione”. Mia Carbon, portavoce del Dipartimento per le Industrie Primarie e lo Sviluppo Regionale dell’Australia Occidentale (DPIRD), ha spiegato le ragioni dietro la decisione. “Oltre alla mancanza attuale di trattamenti chimici efficaci, c’è la difficoltà nel rilevare e controllare nuove infestazioni del coleottero in fase precoce, prima che si riproduca”, ha dichiarato Carbon.
Il Polyphagous Shot Hole Borer (Euwallacea fornicatus), rilevato per la prima volta a Perth quasi quattro anni fa, è noto per distruggere alberi ospiti attraverso un processo complesso: il coleottero scava gallerie nei tronchi e nei rami, coltivando un fungo simbionte che causa il disseccamento (dieback) e, infine, la morte della pianta.
Gli interventi e le prospettive future
Senza un trattamento chimico risolutivo, la strategia principale ha previsto l’abbattimento e la cippatura degli alberi infestati, con oltre 1000 esemplari che hanno subito potature drastiche. Ora, con la transizione alla gestione, le autorità stanno valutando anche il futuro delle zone di quarantena attualmente attive in tutta l’area metropolitana di Perth. A livello nazionale, le altre regioni australiane dovranno rivedere le proprie misure di prevenzione per evitare l’arrivo del coleottero, considerando la nuova strategia di contenimento.
James Trezise, direttore del Biodiversity Council Australia, ha definito “preoccupante” un’eventuale diffusione del PSHB oltre Perth. “Questo coleottero potrebbe trasformare gli ecosistemi naturali e causare un declino progressivo della salute ambientale”, ha dichiarato a Australian Geographic.
Trattamenti sperimentali e rischi per l’agricoltura
Sono in corso sperimentazioni su trattamenti chimici, supportate dal DPIRD e dall’Università dell’Australia Occidentale (UWA), che vedono coinvolto Bruce Webber, professore associato presso la School of Biological Sciences. “I risultati sono promettenti, anche se i test hanno impiegato troppo tempo a iniziare e serve una revisione scientifica prima di trarre conclusioni definitive”, ha detto Webber. “Non sappiamo se questi trattamenti da soli avrebbero potuto invertire le sorti del programma di eliminazione, ma rappresentano comunque uno strumento in più per il controllo”.
Webber ha inoltre avvertito che il PSHB non minaccia solo i boschi urbani, ma anche le colture agricole e la vegetazione autoctona. “Mango, avocado, pere e, probabilmente in misura minore, le macadamie sono tutte colture a rischio. Non conosciamo ancora le soglie di impatto oltre le quali queste industrie potrebbero diventare non redditizie, né l’effetto totale sulle foreste native”.
Secondo Webber, è urgente avviare una discussione nazionale per valutare i costi e benefici della gestione dell’infestazione. “Dobbiamo capire quanto stiamo spendendo per gestire il problema rispetto ai danni potenziali che potrebbe causare, e pianificare attentamente il futuro oltre i prossimi 18 mesi”.


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