Il 22 agosto 1989 la sonda Voyager 2 della NASA, durante il suo storico sorvolo di Nettuno, rivelò per la prima volta l’esistenza di un sistema di anelli attorno al pianeta più lontano del Sistema Solare. Fino a quel momento, gli astronomi avevano solo ipotizzato la presenza di strutture simili, basandosi su osservazioni terrestri che mostravano inspiegabili oscuramenti parziali delle stelle durante le occultazioni. Le immagini trasmesse dalla sonda mostrarono chiaramente che Nettuno possiede diversi anelli sottili e scuri, composti principalmente da polveri e piccoli frammenti di ghiaccio. Quello che colpì maggiormente fu l’irregolarità di tali strutture: invece di formare cerchi omogenei come gli anelli di Saturno, gli anelli nettuniani apparivano interrotti da archi luminosi, mantenuti stabili dall’interazione gravitazionale con piccole lune vicine, dette “satelliti pastore”.
Questa scoperta non solo completò il quadro dei giganti gassosi, mostrando che tutti i pianeti esterni possiedono anelli, ma offrì anche nuove chiavi di lettura sulla dinamica delle polveri spaziali e sull’evoluzione dei sistemi planetari.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?