Il 27 agosto 1962 gli Stati Uniti segnarono una tappa fondamentale nella storia dell’esplorazione spaziale con il lancio della sonda Mariner 2. Partita da Cape Canaveral a bordo di un razzo Atlas-Agena, la missione aveva un obiettivo ambizioso: compiere il primo sorvolo ravvicinato di un pianeta diverso dalla Terra, aprendo la strada all’era delle esplorazioni interplanetarie. Dopo un primo tentativo fallito con Mariner 1, la NASA riuscì a portare nello Spazio questa sonda dal peso di circa 200 kg, dotata di pannelli solari e strumenti scientifici progettati per studiare Venere e l’ambiente interplanetario. La missione rappresentava non solo una sfida tecnologica, ma anche un tassello decisivo nella competizione spaziale con l’Unione Sovietica, che in quegli anni appariva in netto vantaggio.
Il viaggio durò quasi 4 mesi e culminò il 14 dicembre 1962, quando Mariner 2 sorvolò Venere a circa 35mila km di distanza. I dati inviati a Terra rivoluzionarono la conoscenza del pianeta: atmosfera composta principalmente da anidride carbonica, temperature superficiali altissime e pressione atmosferica opprimente.


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