Il grande Mario Giuliacci accusa di ignoranza chi parla di Anticiclone delle Azzorre, in un video dai contenuti tecnici farneticanti sulla situazione meteo attuale. Parla di “Sardegna tra le Regioni più colpite dal caldo“, dove invece il clima è fresco e gradevole; parla di “Ciclone al Sud Italia” (che non esiste!); attribuisce il caldo del Nord alla compressione da Anticiclone delirando sulla circostanza che le masse d’aria calda si muovano a 4 mila o addirittura 5 mila metri di altitudine e poi da lassù scenderebbero al suolo (saremmo tutti congelati!). Ma Giuliacci a novembre compirà 85 anni e gli perdoniamo tutto, rimarrà sempre e comunque un grande pilastro della meteorologia italiana.
L’unica verità è che se domani mattina persino Papa Leone e il Dalai Lama si svegliassero e ci dicessero che in realtà 2+2 fa 5, in realtà continuerebbe a fare sempre 4 e sarebbero loro – per quanto autorevolissimi – a dire una falsità. Se anche il giorno successivo resuscitassero Gesù Cristo, Albert Einstein e Galileo Galilei e ci dicessero che 2+2 fa 5, in realtà continuerebbe sempre e comunque a fare 4 e non sarebbe la realtà matematica a cambiare, ma sarebbero tutte queste figure a perdere credibilità.
Questo ardito paragone soltanto per rispondere a chi, pur comprendendo che in questo momento ci sia solo ed esclusivamente l’Anticiclone delle Azzorre sull’Europa, mette in dubbio quest’evidenza scientifica soltanto perchè molti giornali e meteorologi dicono il contrario, blaterando a vanvera di Anticiclone Africano e alimentando un clamoroso malinteso sulle temperature. Secondo questa narrazione, se fa caldo oltre un tot. di gradi centigradi, automaticamente ci sarebbe l’Anticiclone Africano, mentre con quello delle Azzorre non si potrebbero superare, non è chiaro quanti gradi, secondo alcuni +35°C, secondo altri +38°C. Boh. Comunque è anti scienza.
Il grande malinteso sul rapporto (che non c’è) tra Anticicloni e temperature
Le temperature prescindono dall’anticiclone o dalle figure bariche più in generale. Può fare caldo, caldissimo, con qualsiasi ciclone e anticiclone, così come può fare fresco o addirittura freddo, con qualsiasi ciclone e anticiclone.
Il tipo di Ciclone o Anticiclone che interessa la scena dipende solo ed esclusivamente da un fattore: la pressione al suolo. Non ci sono altri parametri, non c’entra niente ciò che accade in quota e non c’entra niente neanche la temperatura. Per capire se c’è l’Anticiclone delle Azzorre, o l’Anticiclone Russo-Scandinavo, o l’Anticiclone Africano, bisogna considerare solo ed esclusivamente provenienza geografica e valori di pressione al suolo.
Quello che succede alle temperature è differente e dipende da molti altri fattori: il momento della stagione, il contesto, il movimento delle masse d’aria.
E’ vero che tendenzialmente con l’Anticiclone delle Azzorre fa meno caldo che con l’Anticiclone Africano, infatti con l’Anticiclone Africano le temperature superano in modo diffuso e abbondante i +40°C, cosa che con l’Anticiclone delle Azzorre succede più raramente. E infatti non sta succedendo neanche in questi giorni, quando solo Firenze – unica in assoluto tra le città italiane – ha superato i +40°C mentre gran parte d’Italia, specie al Centro/Sud, è sempre rimasta sotto i +35°C.
In ogni caso, non c’è una connessione diretta tra le temperature e il tipo di Anticiclone. Non è che se domani facciamo +42°C significa che c’è l’Anticiclone Africano, mentre se oggi ci fermiamo a +36°C allora c’è l’Anticiclone delle Azzorre. Basti pensare alle due grandi ondate di caldo di quest’estate, tra 20 e 27 luglio al Centro/Sud con valori diffusamente superiori ai +40°C: nessuna delle due è stata provocata da un anticiclone, bensì da due profondi cicloni atlantici che hanno risucchiato aria molto calda dal nord Africa provocando i giorni più caldi dell’anno in Italia senza nessuna alta pressione, ma con due basse pressioni.
Le mappe ufficiali evidenziano inequivocabilmente che c’è l’Anticiclone delle Azzorre: ecco perchè
Chiarito il grande malinteso sul rapporto tra Anticicloni e temperature, abbiamo fatto qualche disegnino sulle mappe ufficiali per evidenziare come non può che trattarsi dell’Anticiclone delle Azzorre, con riferimento all’alta pressione che sta determinando questo periodo di caldo in Europa. Non abbiamo fatto alcun fotomontaggio (a differenza di tutti quelli che illustrano l’Anticiclone Africano sull’Italia pubblicati sugli altri siti), ma soltanto elaborato le mappe ufficiali con qualche indicazione in sovrimpressione. Abbiamo utilizzato le mappe bariche del modello tedesco DWD, dove avviene il chiarimento ufficiale sul nome di questo Anticiclone delle Azzorre: è Julia, ufficialmente attribuito dall’Istituto Meteorologico dell’Università di Berlino. Niente Scipione o Caronte, quindi, corbellerie tipicamente italiane montate ad arte, contro la scienza, per spaventare la gente.
L’Anticiclone delle Azzorre è arrivato dall’oceano Atlantico nella giornata di domenica 10 Agosto, con valori massimi di alta pressione sui 1028hPa tra Inghilterra, Francia, Belgio e Paesi Bassi. Già basta questa collocazione geografica, insieme al valore di pressione al suolo, per chiarire una volta per tutte e senza alcun dubbio, che può essere solo ed esclusivamente l’Anticiclone delle Azzorre e non l’Anticiclone Africano. L’Anticiclone Africano non supera quasi mai i 1015–1017hPa per definizione, per basi fisiche. Eccezionalmente sfiora i 1020hPa, mai va oltre. Ecco perchè già basta il fatto che quest’Anticiclone arrivi a sfiorare i 1030hPa, come sovente accade all’alta pressione oceanica azzorriana, per avere l’inequivocabile indicazione che sia proprio l’Anticiclone delle Azzorre.
Inoltre al suo arrivo in Europa, i massimi di alta pressione erano proprio sulle coste dell’oceano Atlantico, tra Inghilterra e Francia: in quale film di fantameteorologia un Anticiclone Africano aggira tutto il nord Africa, tutto il Mediterraneo, e si porta nel nord Europa? E’ assolutamente impossibile.
Ecco la mappa di domenica 10 agosto:
Nella giornata di ieri, lunedì 11 agosto, l’Anticiclone delle Azzorre Julia ha continuato a muoversi vesto est: nei giorni precedenti era arrivato dall’oceano Atlantico, cioè dalle Azzorre, sul Nord/Ovest dell’Europa e ieri si è spostato su Germania, Danimarca e Polonia, sempre con valori di pressione superiori ai 1025hPa, totalmente impossibili per un anticiclone africano. Intanto nel Mediterraneo tutto, da Cipro a Gibilterra, siamo sotto i 1020hPa, con pressione più bassa e temperature più basse.
Oggi, martedì 12 agosto, Julia inizia ad indebolirsi: scende sotto i 1025hPa continuando a spostarsi verso est, su Polonia, Bielorussia e Ucraina. Con le frecce gialle abbiamo ricostruito il percorso delle masse d’aria al suolo, che intorno agli Anticicloni ruotano in senso orario. L’Anticiclone delle Azzorre è ancora in grande spolvero (over 1020hPa) sull’Atlantico, mentre nell’area nord Africana rimane un’enorme vuoto barico di bassa pressione, senza alcuna alta pressione. Quest’anno l’Anticiclone Sub-Tropicale è sempre stato assente dallo scacchiere barico euro-mediterraneo. Non abbiamo avuto scambi meridiani ma un continuo flusso zonale atlantico, con Depressione d’Islanda e Anticiclone delle Azzorre unici protagonisti del clima stagionale. L’Anticiclone Africano, invece, si alza sui meridiani in risposta agli affondi del vortice polare: lo ribadiamo, quest’anno non si è mai alzato dall’area subtropicale.
Le mappe delle temperature confermano: il caldo di questi giorni arriva dall’oceano Atlantico, non dal nord Africa
L’analisi delle temperature al suolo per oggi evidenzia chiaramente come l’aria calda che sta infuocando l’Europa (e in modo marginale il Nord Italia) arrivi non dal nord Africa, ma dall’oceano Atlantico, proprio seguendo la rotazione delle correnti imposta dalla posizione dell’Anticiclone delle Azzorre. Anche questo non è un fotomontaggio, ma una mappa reale del modello ICON, il gioiello della modellistica meteorologica tedesca, il più affidabile in assoluto per l’analisi delle temperature al suolo a breve termine.
Facciamo uno zoom per comprendere meglio la provenienza del caldo: la lingua di fuoco che si protende su Portogallo, Spagna e Francia proviene dall’arcipelago delle isole Canarie e risale proprio verso Portogallo, Spagna e Francia. La città più calda d’Europa è Lisbona, sull’Atlantico e non nel Mediterraneo. Fa molto più caldo a ovest di Gibilterra, nell’oceano Atlantico, che a est, nel Mediterraneo.
Nel cuore del Sahara, in Libia, ci sono circa 10°C in meno rispetto alle isole Canarie, in pieno oceano Atlantico.

Questi dati di fatto confermano che anche il caldo, così come l’Anticiclone, arrivi dall’oceano Atlantico e non dal nord Africa, e che non c’è nulla di africano in questa situazione, a maggior ragione con temperature che in Algeria, Tunisia e Libia si mantengono inferiori ai +31°C esattamente come sta succedendo a Malta, in Sicilia, in Sardegna, a differenza del gran caldo di Spagna e Portogallo, che sono oltre i +45°C, e della Francia con picchi di +41°C. Proprio i Paesi atlantici sono più colpiti dal caldo, lì come sono belli esposti all’Anticiclone delle Azzorre. E non è un caso che l’Italia sia colpita da questo caldo, in modo più marginale, esclusivamente al Nord. Cioè nella parte opposta del nostro Paese rispetto al nord Africa.







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