Il cosiddetto “giorno del declino glaciale“, che segna il momento in cui la neve invernale si è completamente sciolta e inizia l’erosione della massa glaciale, è arrivato in Svizzera con un anticipo preoccupante nel 2025, confermando un trend sempre più marcato negli ultimi anni. Secondo il glaciologo Andreas Bauder dell’ETH Zürich, la data è caduta tra fine giugno e inizio luglio, a seconda del ghiacciaio, mentre in passato questo fenomeno si verificava solitamente verso fine agosto. “Negli ultimi 20 anni non abbiamo più osservato un ritardo simile, e la situazione è probabilmente analoga in tutte le Alpi“, ha sottolineato Bauder.
Da oltre due decenni, a causa del cambiamento climatico, in Svizzera non si registra più un solo anno di crescita glaciale. I dati della rete di monitoraggio Glamos rivelano che il volume dei ghiacciai si è quasi dimezzato dal 1950, passando da 92,3 a 46,5 chilometri cubi nel 2023.
Questo continuo ritiro ha implicazioni significative, considerato il ruolo cruciale dei ghiacciai come riserve idriche, fondamentali anche per il settore idroelettrico, da cui proviene circa il 60% dell’energia prodotta in Svizzera.


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