Una cometa dietro il crollo delle temperature di 12.800 anni fa

Crollo delle temperature causato dall’impatto di una cometa: lo suggerisce uno studio pubblicato su PLOS ONE

Un improvviso crollo delle temperature di circa 10°C, avvenuto 12.800 anni fa, potrebbe essere stato causato dall’impatto di una cometa. È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE, condotto da Christopher Moore dell’Università della Carolina del Sud. Le prove a supporto provengono dai sedimenti oceanici raccolti nel fondale della Baia di Baffin, in Canada, che mostrano tracce chimiche riconducibili a un impatto extraterrestre.

L’evento coincide con l’inizio del Dryas recente, un periodo di raffreddamento climatico brusco e improvviso, durato circa 1.400 anni, che interruppe il riscaldamento in corso verso la fine dell’ultima Era glaciale. Questa fase fredda ha da tempo incuriosito scienziati e paleoclimatologi: le sue cause, infatti, sono ancora oggetto di dibattito.

Due ipotesi a confronto

Secondo la teoria tradizionale, il Dryas recente sarebbe stato provocato dal rilascio improvviso di enormi quantità di acqua dolce e fredda da un lago glaciale nordamericano (probabilmente il Lago Agassiz), che avrebbe alterato la circolazione termoalina dell’Oceano Atlantico. Questa corrente oceanica, fondamentale per la distribuzione del calore tra emisfero Sud e Nord, si sarebbe interrotta per secoli, generando un’ondata di gelo in Europa e Nord America.

Da anni una seconda ipotesi cerca conferme: quella dell’impatto cometario. Secondo questa teoria, l’evento di raffreddamento sarebbe stato innescato da una cometa che, colpendo la Terra o esplodendo nell’atmosfera, avrebbe scatenato un cosiddetto “inverno da impatto“, simile a quello causato da grandi eruzioni vulcaniche o impatti asteroidali.

Le nuove prove dal Canada

Lo studio di Moore e colleghi ha identificato nel sedimento marino delle microsferule – piccolissime particelle vetrose – la cui composizione chimica non è compatibile con materiali terrestri. “I dati indicano che la quantità di polvere cometaria nell’atmosfera è stata sufficiente a causare è stata sufficiente a causare un ‘inverno da impatto’ di breve durata, seguito da un periodo di raffreddamento di 1.400 anni”, ha spiegato Vladimir Tselmovich, coautore della ricerca.

Queste microsferule, si legge nello studio, si sarebbero formate a seguito dell’enorme energia sprigionata dall’impatto, che avrebbe vaporizzato parte della cometa e del suolo terrestre, proiettando nell’atmosfera particelle incandescenti in grado di oscurare temporaneamente il Sole. L’effetto, secondo i ricercatori, sarebbe stato una rapida discesa delle temperature, seguita da un lungo periodo di instabilità climatica.

Implicazioni per il passato (e per il futuro)

Le implicazioni dello studio sono molteplici. Se confermata, l’ipotesi dell’impatto cometario rafforzerebbe il ruolo di eventi cosmici nell’evoluzione climatica terrestre. Non sarebbe la prima volta: l’estinzione dei dinosauri, 66 milioni di anni fa, è stata anch’essa attribuita a un evento simile.

La novità risiede nel fatto che l’impatto di 12.800 anni fa avrebbe influenzato direttamente la storia recente dell’umanità, modificando le condizioni ambientali che portarono alla fine dell’Era glaciale e alla nascita delle prime civiltà agricole.

Resta aperta la questione se il Dryas recente abbia interessato solo l’emisfero Nord o se i suoi effetti abbiano avuto portata globale. In ogni caso, lo studio aggiunge un tassello importante al puzzle del nostro passato climatico e richiama l’attenzione su quanto lo Spazio, anche oggi, continui a essere una variabile non trascurabile nel destino del nostro pianeta.