La deforestazione nelle regioni tropicali non è soltanto una minaccia per l’ambiente, ma anche un serio problema di salute pubblica. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change dalla School of Earth and Environment dell’Università di Leeds stima che oltre un terzo dei decessi legati al caldo nelle aree colpite sia attribuibile alla perdita di foreste. Analizzando dati satellitari raccolti tra il 2001 e il 2020, i ricercatori hanno valutato l’impatto del disboscamento in America Latina, Africa e Sud-est asiatico. Le conclusioni sono allarmanti: la deforestazione ha esposto più di 300 milioni di persone a un aumento delle temperature, causando ogni anno circa 28mila morti per stress da calore. Le comunità più vulnerabili, spesso prive di accesso a sistemi di raffreddamento e di adeguate strutture sanitarie, risultano particolarmente esposte.
Gli alberi tropicali svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del clima, fornendo ombra, rilasciando umidità tramite evapotraspirazione e assorbendo anidride carbonica. Senza questi meccanismi naturali, il calore si accumula più rapidamente, aggravando il riscaldamento locale e globale.
Secondo i ricercatori Carly Reddington e Dominick Spracklen, proteggere le foreste tropicali significa non solo preservare biodiversità e stabilità climatica, ma anche salvare vite umane. L’urgenza di ridurre la deforestazione, concludono gli autori, è ormai una priorità sanitaria oltre che ambientale.


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