Emoglobina: oltre il trasporto di ossigeno, una nuova arma contro le malattie neurodegenerative

"Potenziando l'emoglobina cerebrale per combattere lo stress ossidativo stiamo aprendo una strada terapeutica completamente nuova"

Un recente studio pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy rivela che l’emoglobina, nota soprattutto per il trasporto dell’ossigeno nei globuli rossi, possiede anche un potente ruolo antiossidante nel cervello. Il team del Center for Cognition and Sociality dell’Institute for Basic Science (IBS), guidato da Justin Lee e Won Woojin, ha scoperto che l’emoglobina presente nei nuclei degli astrociti può scomporre l’HO, una delle specie reattive dell’ossigeno più dannose, trasformandola in acqua innocua.

Questo meccanismo naturale protegge le cellule cerebrali dallo stress ossidativo, responsabile di patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e del declino cognitivo legato all’invecchiamento. I ricercatori hanno sviluppato KDS12025, una piccola molecola capace di attraversare la barriera emato-encefalica e potenziare di circa cento volte l’attività antiossidante dell’emoglobina senza interferire con il trasporto di ossigeno.

Nei modelli murini, la somministrazione orale di KDS12025 ha protetto i neuroni, migliorato le funzioni cognitive e motorie, ritardato l’insorgenza della SLA e prolungato l’aspettativa di vita. Effetti benefici sono stati osservati anche su infiammazione e danni articolari in modelli di artrite reumatoide. Lee sottolinea: “Potenziando l’emoglobina cerebrale per combattere lo stress ossidativo stiamo aprendo una strada terapeutica completamente nuova. Nei prossimi step, ci concentreremo nel perfezionare la molecola per renderla adatta all’utilizzo umano. Il nostro lavoro segna un potenziale cambio di paradigma nel modo in cui affrontiamo le malattie neurodegenerative, il declino legato all’età e le condizioni autoimmuni”. Il prossimo passo sarà adattare la molecola all’uso umano, aprendo prospettive innovative nella medicina del futuro.