Energia, Pichetto: “abbasseremo i prezzi e riporteremo il nucleare in Italia”

Sul ritorno alla produzione di energia nucleare "è probabile che vi sarà un dibattito su diversi aspetti"

Credo che per la fine del 2026 o l’inizio del 2027 dovrebbe essere completato il processo per dotare l’Italia di un nuovo quadro giuridico per il nucleare, che permetta poi di compiere le scelte conseguenti, che dovranno naturalmente tenere conto di quelle che saranno le disponibilità anche tecnologiche del momento“: è quanto ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal Sussidiario.net. In riferimento ai prezzi dell’energia, “fino a prima del 2022 avevamo un prezzo del gas più che dimezzato rispetto a quello attuale, ma abbiamo ancora bisogno di questa fonte fossile perché con le rinnovabili (idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico e biomasse) arriviamo a coprire poco più della metà della domanda nazionale. Il problema è che il prezzo di tutta l’elettricità, indipendentemente dalla fonte utilizzata per produrla, a oggi viene calcolato sull’ultima quota di offerta, quella marginale, che molto spesso è prodotta utilizzando il gas. Quindi, oltre ad aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, come stiamo già facendo, dobbiamo cercare di superare questa situazione per cui il gas, pur contribuendo per meno del 50% alla produzione di elettricità, determina nel 70% dei casi il prezzo finale“, ha sottolineato il Ministro.

Il nucleare sarà tra le energie riconosciute come “green” dall’UE secondo quanto dichiarato da Pichetto a ilsussidiario.net in occasione del Meeting di Rimini. “Mi sembra si sia rientrati dalla sbandata ideologica che aveva contraddistinto la precedente Commissione europea, anche perché senza il nucleare come si potrebbe rispondere alla crescente domanda energetica che, come spiegavo all’inizio, contraddistinguerà i prossimi decenni? L’alternativa sarebbe quella decrescita felice, a mio avviso in realtà infelice, che qualcuno propagandava fino a qualche anno fa. A proposito di UE credo sia importante ricordare che dallo scorso giugno l’Italia è entrata ufficialmente, dopo un breve periodo da osservatore, nell’Alleanza europea per il nucleare che, tra le altre cose, faciliterà lo sviluppo coordinato degli investimenti nell’energia nucleare“.

Sul ritorno alla produzione di energia nucleareè probabile che vi sarà un dibattito su diversi aspetti, come quello relativo alla sicurezza sul quale ci stiamo già muovendo, per far sì che gli organismi preposti possano avere un quadro giuridico adeguato“, ha spiegato il Ministro nell’intervista a ilsussidiario.net. “Per quanto riguarda le scorie dei vecchi impianti, oggi la gran parte dell’alta attività che deriva dal riprocessamento del combustibile, è in Francia e in Inghilterra. Naturalmente è necessario attrezzare un centro di stoccaggio per il momento in cui verranno restituite. Per il deposito geologico il ragionamento da fare è comune a livello europeo. Bisogna però ricordare anche che queste scorie, che sino a oggi sono state considerate solo un problema, in futuro potranno costituire una risorsa in quanto saranno materiale combustibile per i reattori di nuova generazione“.

Quanto ai rifiuti a decadenza breve “che in gran parte derivano dall’uso civile sanitario attualmente sono stoccati in oltre un centinaio di siti sparsi ovunque in Italia: è logico l’indirizzo di concentrare il più possibile questi rifiuti in uno o pochi siti, anche in base ai diversi periodi di decadimento“.

Al riguardo, ha concluso Pichetto Fratin, “stiamo svolgendo delle verifiche sulla mappatura realizzata ormai dieci anni fa sui possibili siti e non escludiamo di prenderne in considerazione degli altri, in concorso con Comuni e Regioni, qualora fossero idonei“.