Etna, si apre nuova bocca effusiva a 3.100 metri | FOTO

Nuova bocca effusiva sull’Etna: prime osservazioni INGV, l'ultimo aggiornamento
etna nuova bocca effusiva
Foto Antonella Infanta
Foto Antonella Infanta
Foto Antonella Infanta

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, segnala l’apertura di una nuova bocca effusiva sul versante sommitale dell’Etna, situata a circa 3.100 metri sul livello del mare, alla base della sella tra il cratere Bocca Nuova e il Cratere di Sud/Est. La nuova apertura presenta una debole attività di spattering e produce un piccolo flusso lavico diretto verso Sud. Questa attività rappresenta un’evoluzione significativa del recente scenario eruttivo dell’Etna, confermando il costante dinamismo del vulcano.

Colata lavica ancora alimentata a quota 2.980 metri

Le immagini della rete di videosorveglianza confermano inoltre che la colata lavica emessa dalla bocca effusiva a quota 2.980 metri s.l.m. è tuttora alimentata. In area prossimale, il campo lavico appare ingrottato, mentre nella parte distale la colata si biforca in 3 bracci principali in avanzamento verso sud-ovest, con flussi che si sovrappongono.

Il fronte più avanzato della colata si trova attualmente a circa 2300 metri s.l.m., nelle vicinanze della Grotta degli Archi.

Attività stromboliana ed emissioni di cenere

Prosegue l’attività stromboliana al Cratere di Sud/Est, con intensità variabile e la produzione di sporadiche emissioni di cenere vulcanica, rapidamente disperse in atmosfera.

L’ampiezza media del tremore vulcanico si mantiene su valori alti, mostrando tendenza all’incremento. Il centroide delle sorgenti del tremore è localizzato nell’area del Cratere di Sud-Est, a circa 3000 metri sopra il livello del mare.

Incremento dell’attività infrasonica e dati geodetici

L’attività infrasonica ha registrato un moderato incremento nel tasso degli eventi, localizzati principalmente al Cratere di Sud/Est, con ampiezza media.

Le reti GNSS e clinometriche, al momento, non mostrano variazioni significative nei segnali di deformazione. Tuttavia, la stazione dilatometrica DRUV rileva dall’inizio dell’attività effusiva una variazione complessiva in decompressione pari a circa 10 nstrain.