Uno studio dell’Università dell’Oregon mette in discussione la correlazione diretta tra incendi boschivi e frane, rivelando una dinamica più complessa. La ricerca, pubblicata su Science Advances, ha analizzato la Gola del Columbia, nel Nord/Ovest degli Stati Uniti. Gli scienziati, guidati da Josh Roering, hanno scoperto che i ripidi bacini idrografici di quest’area sono stati soggetti a frane e colate detritiche per migliaia di anni. Sorprendentemente, questi eventi non sono aumentati in modo significativo dopo il grande incendio di Eagle Creek del 2017, che bruciò oltre 47mila acri.
Se da un lato gli incendi possono rendere i pendii più vulnerabili all’erosione e ai movimenti di detriti, lo studio suggerisce che in determinate aree, come la Gola del Columbia, altri fattori sono prevalenti. L’analisi ha dimostrato che le fluttuazioni di temperatura, che causano la caduta di massi, contribuiscono a un accumulo di sedimenti più rapido rispetto ad altre regioni.
“La nostra analisi mostra che il fuoco gioca un ruolo relativamente marginale nell’innescare questi eventi“, ha spiegato uno dei ricercatori. “Questi bacini idrografici sono intrinsecamente pericolosi, indipendentemente dagli incendi“. Il team sta ora sviluppando uno strumento per prevedere le colate detritiche, cruciale per la sicurezza della regione.


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