Un gene ereditato dai Denisoviani aiutò gli umani a sopravvivere all’era glaciale

Un frammento di DNA potrebbe aver garantito la sopravvivenza dei primi esseri umani migrati attraverso lo stretto di Bering verso le Americhe

Un frammento di DNA ereditato da una specie umana estinta, i Denisoviani, potrebbe aver garantito la sopravvivenza dei primi esseri umani che migrarono attraverso lo stretto di Bering verso le Americhe. La scoperta arriva da uno studio pubblicato su Science dall’Università del Colorado Boulder, guidato da Fernando Villanea e David Peede. Gli scienziati hanno analizzato il gene MUC19, coinvolto nel sistema immunitario e nella produzione di mucine, proteine che proteggono i tessuti dagli agenti patogeni. Hanno scoperto che le popolazioni indigene americane presentano con maggiore frequenza una variante denisoviana di questo gene, probabilmente cruciale per affrontare le dure condizioni ambientali incontrate durante la migrazione.

Secondo i ricercatori, circa una persona su tre di origine messicana porta ancora oggi questa mutazione, mentre in Europa è presente solo nell’1% della popolazione. La variante appare inoltre circondata da DNA neanderthaliano, suggerendo antichi incroci tra Denisoviani, Neanderthal e Homo sapiens prima dell’arrivo nelle Americhe.

Il nostro lavoro rappresenta una testimonianza della potenza dell’evoluzione umana. Ciò che hanno fatto le popolazioni indigene americane è stato davvero incredibile, fu un balzo avanti straordinario: gli esseri umani mostrarono una resilienza incredibile”, afferma Villanea. Questa scoperta rafforza l’idea secondo cui l’evoluzione umana sia stata profondamente influenzata dall’eredità genetica di specie ormai estinte, rivelando come la nostra storia sia il frutto di adattamenti e incroci complessi.