Come piccole capsule del tempo, minuscole sfere di roccia fusa conservate nei meteoriti raccontano ancora oggi gli istanti più antichi della storia del Sistema Solare. A ricostruire i meccanismi che, 4,6 miliardi di anni fa, portarono alla loro formazione è stato un gruppo internazionale di ricercatori dell’Università di Nagoya e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, gettano nuova luce su una fase turbolenta e decisiva per l’evoluzione del nostro vicinato cosmico.
I fossili cosmici chiamati condruli
Queste microscopiche goccioline, note come condruli, sono frammenti quasi perfettamente sferici racchiusi nei condriti, un particolare tipo di meteoriti primitive. Si tratta di autentici fossili cosmici: residui dei violenti processi che hanno caratterizzato la giovinezza del Sistema Solare. All’epoca, la crescita di Giove alterava le orbite di piccoli corpi rocciosi e ghiacciati, provocando collisioni frequenti e devastanti. Gli impatti generavano calore sufficiente a fondere i materiali, producendo gocce incandescenti che si raffreddavano rapidamente nello spazio.
Il ruolo nascosto del vapore d’acqua
La novità dello studio sta nell’aver identificato il ruolo dell’acqua come elemento chiave nella formazione dei condruli. I ricercatori hanno dimostrato che le caratteristiche osservate oggi – dalle dimensioni alla velocità di raffreddamento -dipendono in gran parte dalla presenza di vapore acqueo nelle nubi di detriti. Questo gas avrebbe infatti contribuito a modellare la forma sferica delle gocce di roccia fusa, lasciando un’impronta riconoscibile miliardi di anni dopo.
Simulazioni che combaciano con la realtà
“Abbiamo confrontato le caratteristiche e l’abbondanza dei condruli simulati con quelli analizzati nelle meteoriti e abbiamo scoperto che il modello produceva simulazioni perfettamente realistiche“, spiega Diego Turrini, ricercatore dell’INAF e coautore principale dello studio. Un risultato che rafforza l’ipotesi del ruolo cruciale dell’acqua e apre nuove prospettive nello studio delle origini planetarie.
Una finestra sull’infanzia del Sistema Solare
Capire come si siano formati i condruli significa gettare uno sguardo diretto sull’infanzia del nostro Sistema Solare. Queste sfere millimetriche, sopravvissute per miliardi di anni, offrono indizi preziosi sulla dinamica dei materiali primordiali e sul modo in cui pianeti come la Terra hanno potuto emergere da un caotico disco di polvere e gas.


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