Il grande spettacolo del cielo: la “parata di pianeti” non si ripeterà fino al 2039

La cosiddetta parata di pianeti regala uno scenario che non si ripeterà con la stessa configurazione fino al 2039

Poco prima dell’alba stamattina, il cielo ha offerto uno degli spettacoli astronomici più suggestivi dell’anno: la cosiddetta parata di pianeti. Un’occasione unica che ha visto allinearsi 6 pianeti, accompagnati da una sottilissima falce di Luna calante, in uno scenario che non si ripeterà con la stessa configurazione fino al 2039. Circa un’ora prima del sorgere del Sole, una falce lunare illuminata solo al 9% si trovava vicino a Venere. Proprio in quel punto del cielo, l’incontro tra Luna, Venere e la stella Polluce – nella costellazione dei Gemelli – ha fornito un triangolo luminoso allungato, con Giove poco più in alto a dominare la scena. A sinistra del trio le 2 celebri stelle gemelle Castore e Polluce, mentre più in alto a destra si stagliavano le figure inconfondibili di Orione, con la sua Cintura di 3 astri allineati.

Gli altri protagonisti della parata

Oltre a Luna, Venere e Giove, anche altri pianeti hanno dato spettacolo: Mercurio  bassissimo sull’orizzonte orientale e più facile da scorgere solo avvicinandosi all’alba; Saturno nella parte meridionale del cielo, sempre più luminoso man mano che si avvicina alla sua opposizione annuale, prevista per il 21 settembre; presenti anche Urano e Nettuno, invisibili però a occhio nudo e osservabili solo con l’aiuto di un telescopio.

Ultima occasione prima del 2028

Chi ha perso l’appuntamento stamattina avrà un’ultima chance domani, giovedì 21 agosto, quando la falce lunare – ridotta al 4% e dunque molto difficile da scorgere senza strumenti ottici – si troverà vicino a Venere, Giove, Mercurio e all’ammasso aperto del Presepe (M44).

Dopo questa data, per rivedere una “parata planetaria” bisognerà attendere fino a ottobre 2028, quando 5 pianeti saranno visibili insieme prima dell’alba.

Le fasi lunari e le prossime eclissi

Il sottile spicchio lunare di questi giorni segna la fase calante che porterà al novilunio del 23 agosto. In questa occasione non ci sarà un’eclissi solare, ma un anno lunare più tardi – il 12 agosto 2026 – la Luna nuova darà origine a un’eclissi totale di Sole osservabile da Groenlandia, Islanda e Spagna. L’anno successivo, il 2 agosto 2027, un’altra eclissi totale attraverserà Spagna, Nord Africa e Medio Oriente. Infine, il 22 luglio 2028, sarà il turno di Australia e Nuova Zelanda.

Cosa aspettarsi dopo la parata

Nelle settimane successive, Mercurio si immergerà nella luce del Sole, lasciando a Saturno, Giove e Venere il ruolo di protagonisti serali e mattutini. Gli eventi astronomici non mancheranno: il 7 settembre sarà visibile un’eclissi lunare totale in Asia, Africa e Australia occidentale; il 19 settembre ci sarà una suggestiva congiunzione fra una falce di Luna, Venere e la stella Regolo; il 21 settembre un’eclissi solare parziale sarà visibile sull’Oceano Pacifico. Nello stesso giorno Saturno raggiungerà l’opposizione, offrendo la migliore occasione dell’anno per osservare i suoi anelli con un piccolo telescopio.