Il 29 agosto 1862 la Battaglia dell’Aspromonte, l’Esercito Regio ferma Garibaldi

La battaglia dell'Aspromonte ebbe luogo il 29 agosto 1862 in Calabria, quando le truppe dell'Esercito Regio fermarono Giuseppe Garibaldi e i suoi volontari

Il 29 agosto 1862, tra i boschi dell’Aspromonte, si consumò uno degli episodi più controversi del Risorgimento italiano. Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei Mille, aveva raccolto migliaia di volontari con l’obiettivo di marciare dalla Sicilia verso Roma, allora ancora sotto il controllo pontificio e difesa dalle truppe francesi. Lo scopo dichiarato era quello di completare l’unità nazionale, liberando la capitale e consegnandola al Regno d’Italia. Il governo di Torino, guidato da Urbano Rattazzi e dal re Vittorio Emanuele II, temeva però che un’iniziativa garibaldina potesse compromettere i delicati equilibri diplomatici con la Francia di Napoleone III. Per questo motivo inviò l’Esercito Regio a bloccare l’avanzata dei volontari. Lo scontro avvenne nei pressi di Gambarie d’Aspromonte: fu breve ma sanguinoso. Garibaldi rimase ferito a una gamba e venne fatto prigioniero insieme a molti dei suoi uomini.

La “Giornata dell’Aspromonte” suscitò sgomento e indignazione. Molti patrioti considerarono scandaloso che il governo del nuovo Regno d’Italia avesse rivolto le armi contro il generale che più di tutti aveva contribuito all’unificazione. Eppure, quell’episodio segnò una brusca frenata al progetto di liberazione di Roma, che sarebbe divenuta capitale solo nel 1870, dopo la presa di Porta Pia.