Negli Stati Uniti scatta l’allarme per i vigili del fuoco impegnati negli incendi boschivi, sempre più colpiti da gravi malattie legate all’esposizione prolungata ai fumi tossici. Secondo il New York Times, migliaia di pompieri del Servizio Forestale sviluppano tumori, problemi cardiaci e disturbi respiratori permanenti dopo settimane di interventi senza protezioni adeguate. Nonostante l’aumento dei casi, l’agenzia federale ha a lungo respinto le richieste di dotare le squadre di maschere filtranti e sistemi di sicurezza equivalenti a quelli dei vigili urbani. Gli incendi che a gennaio hanno devastato Los Angeles hanno causato malori immediati: emicranie, vomito, tosse nera e stordimento. Settimane e mesi dopo, alcuni pompieri continuano a soffrire di difficoltà respiratorie e danni permanenti, come nel caso di Fernando Allende, 33 anni, diagnosticato con linfoma non-Hodgkin, tumore aggressivo raro nei giovani.
Studi scientifici confermano che l’esposizione cronica al fumo degli incendi aumenta il rischio di cancro, malattie cardiovascolari, patologie polmonari e mortalità precoce. Nonostante ciò, il Servizio Forestale continua a inviare squadre senza adeguate protezioni individuali, esponendo giovani operatori a gravi rischi di salute a lungo termine.


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