In Spagna, Castiglia e León è alle prese con un’emergenza senza precedenti: quasi 141mila ettari di territorio, principalmente nelle province di León e Zamora, sono andati in fumo a causa di una devastante ondata di incendi. La crisi ha costretto all’evacuazione di oltre 20milapersone in 203 diverse località, tra residenti e turisti. Mentre le squadre di soccorso sono ancora impegnate a domare gli ultimi focolai, la polemica politica si accende. Al centro della bufera c’è il presidente della Junta de Castilla y León, Alfonso Fernández Mañueco (Partito Popolare), che ha dovuto difendere la gestione dell’emergenza durante un’audizione all’Assemblea regionale. Mañueco ha rivendicato i successi delle operazioni, sostenendo che le squadre hanno “spento quasi 350 incendi in 3 settimane“, molti dei quali scoppiati simultaneamente.
Il presidente ha attribuito la gravità della situazione a un “cocktail perverso” di condizioni meteorologiche estreme e, in molti casi, all’origine dolosa dei roghi. Ha giustificato le difficoltà nello spegnimento citando un’ondata di calore inusitata e affermando che gli incendi erano “al di là delle capacità di spegnimento” delle squadre.
Incendi in Spagna, proteste e le accuse
Fuori dall’Assemblea, decine di pompieri hanno protestato a gran voce, chiedendo le dimissioni di Mañueco. La principale critica mossa al governo regionale riguarda i presunti tagli ai fondi per la prevenzione degli incendi. Mañueco ha respinto seccamente queste accuse, affermando che la sua amministrazione ha triplicato le risorse per la prevenzione dal 2022, portandole a oltre 74 milioni di euro.
Ha inoltre snocciolato i numeri delle forze messe in campo: un totale di 4.270 professionisti forestali, supportati da 33 mezzi aerei, 210 squadre elitrasportate, e centinaia di veicoli e attrezzature a terra, per un investimento complessivo di 200 milioni di euro in politiche antincendio, di cui 126 milioni per le sole attività di spegnimento.
Mañueco ha concluso l’audizione sottolineando che la situazione è “troppo importante e troppo reale per fare calcoli politici“, un messaggio che sembrava rivolto sia ai suoi oppositori che ai manifestanti che lo attendevano all’esterno.


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