Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato oggi, nella prima riunione dopo la pausa estiva, la dichiarazione di zone colpite da emergenza per i territori devastati dagli incendi boschivi. Lo riporta il quotidiano “El Pais”, secondo cui la misura consente di accelerare la risposta dell’esecutivo attraverso aiuti diretti, esenzioni fiscali e altre iniziative a sostegno delle popolazioni interessate non solo dagli incendi ma anche dalle alluvioni che hanno colpito il Paese lo scorso giugno.
Nel frattempo, diversi focolai restano attivi in Galizia, Castiglia e Leon e Asturie. In Galizia, il governo regionale ha segnalato che l’incendio di Pobra do Brollon (provincia di Lugo) ha già bruciato 600 ettari in meno di 24 ore, mentre rimangono critici i roghi di Carballeda de Valdeorras e Avion (provincia di Ourense). La giunta de Castilla y Leon ha informato lunedì 25 agosto della riattivazione dell’incendio di Porto, al confine tra le province di Zamora e Leon, che ha costretto all’evacuazione di cinque località. Nelle Asturie, i fronti più preoccupanti sono quelli di Degana, Genestoso-Cangas del Narcea e Somiedo.
Secondo il quotidiano, domani i sovrani spagnoli inizieranno una serie di visite nelle zone colpite.
“Incendi tra i peggiori disastri ambientali degli ultimi anni”
Il Ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha detto che gli incendi boschivi delle ultime settimane costituiscono “uno dei peggiori disastri ambientali degli ultimi anni“. Il Ministro ha fatto sapere che sono 15 i grandi incendi ancora attivi. “È evidente che ci troviamo di fronte a una delle più gravi catastrofi ambientali degli ultimi anni”, ha dichiarato Grande-Marlaska durante una conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri. “I danni” alle infrastrutture saranno “consistenti, senza alcun dubbio”, ha aggiunto il Ministro, parlando degli incendi che hanno causato la morte di quattro persone e bruciato oltre 350mila ettari nelle ultime settimane.


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