”L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato, attraverso le analisi di laboratorio, la diagnosi di botulismo nei primi tre campioni prelevati ai pazienti giunti all’ospedale Annunziata di Cosenza. I risultati attestano la presenza del focolaio, già sospettato clinicamente nei giorni scorsi”. Lo comunica l’Azienda ospedaliera di Cosenza nel bollettino sui pazienti ricoverati per l’intossicazione da botulino. ”Grazie alla tempestiva diagnosi di botulismo, l’Azienda ha potuto attivare, con prontezza tutte le procedure previste, richiedendo l’antitossina botulinica, disponibile presso il ministero della Salute – sottolinea la Asl – L’intervento immediato ha consentito di somministrare il trattamento nei tempi utili, scongiurando conseguenze potenzialmente fatali per molti dei pazienti coinvolti”.
La situazione aggiornata
”E’ stato estubato ed è in respiro autonomo uno dei due pazienti ricoverato in Terapia Intensiva. E un altro paziente, che nei giorni scorsi aveva ricevuto la dose di antitossina botulinica, nella mattinata di oggi, ha lasciato la Rianimazione ed è stato trasferito in Medicina. Resta invariato il numero di pazienti, 14, attualmente ricoverati all’ospedale Annunziata di Cosenza: 5 in Terapia Intensiva; 3 in Pediatria e 6 nei Reparti di Area Medica”. Lo comunica L’Azienda ospedaliera di Cosenza nel bollettino sui pazienti ricoverati per l’intossicazione da botulino.
Martedì le autopsie
Dovrebbe concludersi martedì il tempo massimo di manifestazione dei sintomi di intossicazione da botulino quindi, se non ci saranno nuovi casi nelle prossime 48 ore, il cluster nato in Calabria potrebbe essere chiuso. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti ospedaliere. Per martedì inoltre sono previste le autopsie che stabiliranno le cause della morte delle due vittime, Luigi Di Sarno e Tamara D’Acunto, decedute appunto dopo l’intossicazione alimentare da botulino legata al cibo consumato in strada a Diamante, in provincia di Cosenza.


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