L’Antartide in pericolo: l’inquinamento causato dal turismo minaccia il continente bianco

Uno studio rivela che le attività umane stanno lasciando un'impronta devastante sull'Antartide, con un'accelerazione dello scioglimento dei ghiacci

L’Antartide, già vulnerabile agli effetti del riscaldamento globale, si trova ad affrontare una nuova e crescente minaccia: l’inquinamento causato dalle attività umane. Un recente studio pubblicato su Nature Sustainability ha rivelato che il turismo e la ricerca scientifica stanno lasciando una pesante impronta sul continente di ghiaccio, con conseguenze allarmanti. Secondo i ricercatori, la concentrazione di particelle fini contenenti metalli pesanti nelle aree frequentate dall’uomo è decuplicata negli ultimi 40 anni. L’aumento esponenziale del turismo, con un salto da 20mila a 120mila visitatori negli ultimi due decenni, è uno dei principali responsabili. Le navi turistiche, alimentate da combustibili fossili, emettono inquinanti come cromo, nichel e piombo.

Queste particelle non solo contaminano l’ambiente, ma contribuiscono anche ad accelerare lo scioglimento della neve, un fenomeno già drammatico per l’Antartide, che dal 2002 perde circa 135 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno. Anche le spedizioni scientifiche, a causa della loro lunga permanenza, hanno un impatto significativo, a volte fino a dieci volte superiore a quello di un singolo turista.

Nonostante alcuni progressi, come il divieto di usare olio combustibile pesante, lo studio sottolinea l’urgenza di accelerare la transizione energetica per limitare l’uso dei combustibili fossili e proteggere le aree più sensibili del continente. La salvaguardia dell’Antartide richiede un’azione immediata e decisiva per mitigare gli effetti devastanti dell’impronta umana.