L’enigma della Cometa 3I/ATLAS: il visitatore interstellare sfida le leggi della fisica

Gli scienziati attendono con ansia l'incontro ravvicinato della cometa 3I/ATLAS con il Sole, previsto per ottobre 2025

Un’insolita scoperta nel cuore del nostro Sistema Solare sta catturando l’attenzione degli astronomi. La cometa interstellare 3I/ATLAS, in visita dal profondo spazio cosmico, si è mostrata con un comportamento a dir poco bizzarro: la sua coda, anziché allontanarsi dal Sole, sembra puntare quasi direttamente verso di esso. Questo fenomeno, in controtendenza rispetto alle leggi della fisica che governano le code cometarie, ha stimolato nuove teorie.

La scienza dietro la coda “al contrario”

Normalmente, la pressione della radiazione solare spinge le particelle di polvere e gas lontano dal nucleo di una cometa, creando la sua caratteristica coda che si estende in direzione opposta al Sole. Nel caso di 3I/ATLAS, il team di ricerca guidato da David Jewitt dell’UCLA ha proposto una spiegazione affascinante. Secondo gli scienziati, la formazione della coda “al contrario” è dovuta a un processo di sublimazione preferenziale.

In pratica, solo il lato del nucleo cometario esposto alla luce solare si riscalda a sufficienza da far sublimare i ghiacci, rilasciando grandi quantità di polvere. Le particelle di polvere che ne derivano sono troppo grandi e pesanti per essere deviate dalla pressione di radiazione solare, che di solito le spinge via. Di conseguenza, la polvere si accumula e forma una coda che punta verso la stella. A differenza di altre comete del nostro Sistema che a volte mostrano “ventagli” di polvere diretti verso il Sole, la cometa 3I/ATLAS si distingue per la predominanza di questo getto, che oscura quasi completamente una coda anti-solare appena visibile.

Un visitatore interstellare con un passato misterioso

Le proprietà uniche di 3I/ATLAS non si limitano alla sua coda. La sua natura interstellare suggerisce che potrebbe essere stata in viaggio per miliardi di anni, un lasso di tempo superiore all’età del nostro stesso Sistema Solare. Durante questo lunghissimo viaggio, il nucleo della cometa potrebbe essere stato bombardato da raggi cosmici, che avrebbero espulso atomi più leggeri come l’idrogeno, lasciando molecole più pesanti.

Questo processo di “invecchiamento” cosmico potrebbe aver creato una crosta superficiale indurita che impedisce alla cometa di liberare polvere e gas con la stessa facilità delle comete più “fresche” del nostro sistema solare. Questa crosta spiegherebbe l’insolita mancanza di una coda standard e la predominanza del getto solare.

Prossimi passi

Gli scienziati attendono con ansia l’incontro ravvicinato della cometa 3I/ATLAS con il Sole, previsto per ottobre 2025. L’osservazione di questo evento fornirà dati cruciali per comprendere l’evoluzione della sua coda. Gli astronomi si chiedono se la cometa manterrà il suo comportamento insolito, oppure se l’intenso calore solare causerà la rottura della crosta indurita, permettendo la fuoriuscita di particelle più piccole e la formazione di una coda “normale” che si allontana dal Sole. Le risposte a queste domande non solo sveleranno i segreti di 3I/ATLAS, ma potrebbero anche fornire nuove intuizioni sulla natura e la storia delle comete interstellari.