Il mese di luglio 2025 ha offerto un quadro climatico degli oceani davvero fuori dal comune, con segnali estremi sia nel Pacifico che nell’Atlantico. I dati relativi alla temperatura superficiale del mare (SST) rivelano anomalie talmente marcate da far parlare gli esperti di una configurazione senza precedenti da decenni, con possibili impatti a scala globale, dalla formazione dei cicloni tropicali fino alla circolazione atmosferica sull’Europa.
Pacifico settentrionale: temperature record e un PDO ai minimi storici
Nel Pacifico settentrionale, le temperature superficiali del mare hanno raggiunto valori record, con un riscaldamento anomalo che si è esteso dal Mar del Giappone verso l’intera fascia centro-orientale dell’oceano. A testimoniare la portata del fenomeno è l’indice PDO (Pacific Decadal Oscillation), che ha toccato quota -2,6, valore mensile più basso mai registrato dal 1955 a oggi.

Un valore così negativo del PDO implica acque significativamente più fredde del normale nel Pacifico centro-orientale, mentre il settore nord-occidentale si trova in una condizione opposta, con temperature marittime insolitamente elevate. Questo squilibrio può avere effetti diretti sui flussi atmosferici transpacifici, modificando i regimi di pioggia, le ondate di calore e la circolazione dei venti a livello planetario.
Atlantico: caldo anomalo in prossimità delle Bermuda e indice AMO in crescita
Anche l’Atlantico settentrionale mostra segnali degni di nota. Le acque vicine alle Bermuda hanno sperimentato un marcato riscaldamento, che ha contribuito a far salire l’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) a +0,42. Questo valore positivo indica condizioni termiche più calde della norma, e si inserisce in un contesto già favorevole alla formazione di tempeste tropicali nell’area caraibica e lungo la fascia equatoriale dell’Atlantico.
Un AMO positivo, infatti, tende a incrementare l’energia disponibile per lo sviluppo dei cicloni tropicali, a modificare le condizioni atmosferiche sulla fascia temperata e a influenzare la distribuzione delle precipitazioni in regioni chiave come l’Europa occidentale e il Nord America.
Un equilibrio fragile che può influenzare il clima globale
La coesistenza di un PDO fortemente negativo e un AMO positivo rappresenta un segnale importante per i climatologi. Questi due indici oceanici, quando in fase opposta, possono amplificare anomalie atmosferiche e alterare la stabilità delle stagioni meteorologiche, soprattutto in Europa e Nord America.
In particolare, il mix tra un Pacifico raffreddato e un Atlantico più caldo può spostare il getto polare, modulare la frequenza e intensità delle piogge e interferire con la circolazione di Hadley e la posizione della zona di convergenza intertropicale (ITCZ).
Scenario oceanico anomalo
I dati raccolti a luglio 2025 delineano uno scenario oceanico anomalo, in grado di influenzare il meteo globale nei mesi successivi. Sarà fondamentale monitorare con attenzione l’evoluzione degli indici PDO e AMO, perché potrebbero anticipare cambiamenti atmosferici improvvisi e anche eventi meteo estremi, soprattutto in vista dell’autunno e dell’inverno boreale.


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