Meteo e oceani: luglio 2025 da record per Pacifico e Atlantico, PDO negativo e AMO positivo

Pacifico a livelli storici, l'indice PDO crolla ai minimi dal 1955. Atlantico bollente: le acque vicino alle Bermuda spingono l’AMO verso l’alto

Il mese di luglio 2025 ha offerto un quadro climatico degli oceani davvero fuori dal comune, con segnali estremi sia nel Pacifico che nell’Atlantico. I dati relativi alla temperatura superficiale del mare (SST) rivelano anomalie talmente marcate da far parlare gli esperti di una configurazione senza precedenti da decenni, con possibili impatti a scala globale, dalla formazione dei cicloni tropicali fino alla circolazione atmosferica sull’Europa.

Pacifico settentrionale: temperature record e un PDO ai minimi storici

Nel Pacifico settentrionale, le temperature superficiali del mare hanno raggiunto valori record, con un riscaldamento anomalo che si è esteso dal Mar del Giappone verso l’intera fascia centro-orientale dell’oceano. A testimoniare la portata del fenomeno è l’indice PDO (Pacific Decadal Oscillation), che ha toccato quota -2,6, valore mensile più basso mai registrato dal 1955 a oggi.

SST oceani 1954-2024

Un valore così negativo del PDO implica acque significativamente più fredde del normale nel Pacifico centro-orientale, mentre il settore nord-occidentale si trova in una condizione opposta, con temperature marittime insolitamente elevate. Questo squilibrio può avere effetti diretti sui flussi atmosferici transpacifici, modificando i regimi di pioggia, le ondate di calore e la circolazione dei venti a livello planetario.

Atlantico: caldo anomalo in prossimità delle Bermuda e indice AMO in crescita

Anche l’Atlantico settentrionale mostra segnali degni di nota. Le acque vicine alle Bermuda hanno sperimentato un marcato riscaldamento, che ha contribuito a far salire l’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) a +0,42. Questo valore positivo indica condizioni termiche più calde della norma, e si inserisce in un contesto già favorevole alla formazione di tempeste tropicali nell’area caraibica e lungo la fascia equatoriale dell’Atlantico.

Un AMO positivo, infatti, tende a incrementare l’energia disponibile per lo sviluppo dei cicloni tropicali, a modificare le condizioni atmosferiche sulla fascia temperata e a influenzare la distribuzione delle precipitazioni in regioni chiave come l’Europa occidentale e il Nord America.

Un equilibrio fragile che può influenzare il clima globale

La coesistenza di un PDO fortemente negativo e un AMO positivo rappresenta un segnale importante per i climatologi. Questi due indici oceanici, quando in fase opposta, possono amplificare anomalie atmosferiche e alterare la stabilità delle stagioni meteorologiche, soprattutto in Europa e Nord America.

In particolare, il mix tra un Pacifico raffreddato e un Atlantico più caldo può spostare il getto polare, modulare la frequenza e intensità delle piogge e interferire con la circolazione di Hadley e la posizione della zona di convergenza intertropicale (ITCZ).

Scenario oceanico anomalo

I dati raccolti a luglio 2025 delineano uno scenario oceanico anomalo, in grado di influenzare il meteo globale nei mesi successivi. Sarà fondamentale monitorare con attenzione l’evoluzione degli indici PDO e AMO, perché potrebbero anticipare cambiamenti atmosferici improvvisi e anche eventi meteo estremi, soprattutto in vista dell’autunno e dell’inverno boreale.