L’agosto 2025 resterà negli annali meteorologici del Medio Oriente per un’ondata di calore di portata eccezionale. Israele, Palestina, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi dell’area hanno registrato record storici sia nelle temperature massime sia nelle minime notturne, con impatti significativi su salute pubblica, infrastrutture e ambiente. Il 13 agosto la stazione di Kibbutz Gilgal (Valle del Giordano) ha toccato i 49,7°C, nuovo primato nazionale per il mese di agosto e tra i valori più elevati mai misurati ufficialmente nel Paese. In Palestina, Gerico ha stabilito il nuovo record mensile con 48,6°C, confermando l’eccezionalità dell’evento nell’intera regione.
Emirati Arabi Uniti: 51,8°C nel deserto di Sweihan
La morsa del caldo ha colpito duramente anche la penisola arabica: il 1° agosto, nel deserto di Sweihan, sono stati registrati 51,8°C, la temperatura più alta locale per il mese di agosto, a testimonianza di un’ondata di calore ampia e persistente su scala regionale.

Notti tropicali senza tregua: minime record su Israele e dintorni
Oltre alle massime estreme, a preoccupare sono state le minime notturne, rimaste eccezionalmente elevate. Tra il 12 e il 13 agosto la stazione di Sedom (Sodoma, area del Mar Morto) non è scesa sotto i 36,6°C, nuovo record nazionale di temperatura minima in Israele. A Eilat la minima ha toccato 35,8°C, mentre a Gerusalemme si sono registrati circa 31,9°C, valore straordinario per altitudine e posizione.
Minime notturne molto alte sono state segnalate anche altrove: Aqaba (Giordania) con 35,0°C e Wejh (Arabia Saudita) con 31,9°C, confermando un quadro diffuso di notti tropicali e scarso raffrescamento notturno.
Impatti: salute, reti energetiche e ambiente sotto pressione
- Salute pubblica: aumento dei casi di colpo di calore e disidratazione, con particolare rischio per anziani, bambini e lavoratori esposti.
- Infrastrutture: forte pressione su reti elettriche e risorse idriche per la domanda di raffrescamento e approvvigionamento.
- Ambiente: rischio incendi in crescita, stress sugli ecosistemi e danni a vegetazione e suoli.
Il quadro climatico: heat dome e cambiamento in atto
Secondo i climatologi, questa ondata di caldo è stata alimentata da una vasta heat dome, una “cupola di calore” che ha intrappolato masse d’aria torrida per giorni, impedendo la dispersione del calore accumulato. Episodi di questa intensità risultano sempre più frequenti in un contesto di cambiamento climatico, con estati più lunghe, notti meno fresche e picchi termici più severi.
Uno spartiacque per la regione
L’agosto 2025 rappresenta uno spartiacque nella climatologia del Medio Oriente: dai 49,7°C di Kibbutz Gilgal ai 51,8°C di Sweihan, passando per le minime notturne record sul Mar Morto, la regione ha toccato nuove soglie estreme. Un campanello d’allarme che richiama a misure di adattamento, resilienza e pianificazione delle emergenze, soprattutto nei centri urbani e nelle aree più vulnerabili.
Questa ondata di calore non è solo un elenco di record: è il segno tangibile di una nuova normalità estiva con cui i Paesi mediorientali dovranno confrontarsi con strategie mirate, dalla gestione delle ondate di calore al rafforzamento delle infrastrutture, fino alla protezione della salute pubblica.


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